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C’è una leghista che non ha dubbi sui vaccini; è Gianna Gancia

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Dalla scuola dell’obbligo all’obbligo di vaccinazione il passo è breve. Lo è un po’ di meno, però, se il Governo del Paese è per metà composto da esponenti del Movimento Cinque Stelle, da tempo promotori di una battaglia sui presunti rischi derivanti dal più famoso strumento di copertura sanitaria contro le malattie infettive.

Vaccinare i propri figli è una scelta – è in sostanza il pensiero dei pentastellati – ma non può essere un’imposizione o un limite alla frequentazione scolastica. La legge di Beatrice Lorenzin, attualmente ancora in vigore, dispone però precise indicazioni sul tema.

L’anno scolastico, per circa 8 milioni di giovani studenti italiani, è iniziato dunque secondo precetti normativi del precedente ministro della Salute. Ma il neonato Esecutivo non molla, nonostante pareri discordanti anche al suo interno. “Quando si parla della salute dei bambini, sicurezza e onestà sono valori imprescindibili. A proposito dell’autocertificazione dei vaccini obbligatori per la frequenza scolastica, è necessario il massimo rigore, con le opportune verifiche di quanto attestato”. 

 

Gianna Gancia, da Twitter

È chiara e netta la presa di posizione della presidente del gruppo Lega Nord in Consiglio Regionale del Piemonte, Gianna Gancia.  “Parallelamente va costruita un’efficace, ampia e costruttiva, campagna informativa rivolta alle famiglie sull’importanza dei vaccini, ancora troppo sottovalutata. Costruire consapevolezza, giustamente investendo sulla capacità di risposta chiara ai dubbi legittimi, è un compito che le istituzioni debbono sentire proprio. Non si può e non si deve dar anche solo l’impressione di lasciare elementi di confusione per non smarrire settori di consenso. Un ambiente scolastico a misura di bambini, di tutti e ciascuno i bambini, – chiude Gancia – passa attraverso la sensibilizzazione e la verifica. Il senso di responsabilità, delle istituzioni e delle famiglie, deve essere massimo”.

La polemica resta accesa e mentre i ragazzi sono ormai tra i banchi di scuola restano profonde incertezze su quelle che saranno le scelte future.

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