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I conti di Forza Italia vedono meno rosso e c’è una sorpresa…

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Chi si ricorda Spelacchio, l’ albero di Natale morto prima ancora di essere addobbato in piazza Venezia? Si era attirato le ironie di moltissimi, compresi i  forzisti. I berlusconiani contestavano i costi dell’operazione, di 48.677 euro.

Virginia Raggi aveva individuato nella societa’ “Ecofast sistema srl” l’operatore economico con cui negoziare, “tenuto anche conto dell’entità dell’importo previsto e della professionalità necessaria allo svolgimento del servizio in oggetto”.

Bene, quella stessa società che ha dato vita a Spelacchio è ricomparsa dentro al bilancio di Forza Italia.

Nel resoconto di esercizio 2017 del partito di Silvio Berlusconi compare infatti un elenco delle società che hanno deciso di sostenere il partito e che hanno versato complessivamente  320mila euro. La società romana “Ecofast Sistema srl”, specializzata in servizi di pulizia e disinfezione,  ha sostenuto la campagna elettorale degli azzurri con diecimila euro.

 

Seguono nell’elenco delle società che hanno contributo al sostentamento del partito la “’Italcanditi spa” di Pedrengo, che è una società bergamasca produttrice di frutta candita e marrons glacés, la “L3 sas” di Arezzo specializzata nel ramo assicurativo e la “Sanambiente service srl”, di Roma, che hanno sborsato pure loro diecimila euro ciascuna.

Il bilancio redatto dal senatore tesoriere ed ex manager Alfredo Messina rivela anche una altra operazione politicamente rilevante. Berlusconi ha blindato Forza Italia, saldando personalmente  i tanti debiti con le banche accumulati nei venti anni. Ora l’unico creditore è lui. Dopo anni di rosso Forza Italia torna in attivo, anche se di poco, e registra un avanzo di 1 milione 344 mila 645 euro.

Il merito, come si legge nella relazione sulla gestione, è proprio delle fidejussioni personali del presidente del partito. Senza le garanzie col patrimonio personale dell’ex premier sarebbe già bancarotta. Nonostante l’avanzo di bilancio l’indebitamento resta infatti molto importante: 99 milioni 808 mila 573 euro. Negli anni scorsi il Cavaliere aveva ridotto i versamenti al suo stesso partito perchè impedito a farlo dalla nuova legge e anche – scherzando ? – sostenendo di essere finito “sul lastrico” a causa del maxi assegno che versa ogni mese alla ex moglie. 

 

Le ripetute minacce di non ricandidatura del fondatore ai parlamentari  della scorsa legislatura hanno sortito l’effetto di convincere tutti a versare i 900 euro mensili dovuti, compreso quelli arretrati. Il loro contributo è stato pari a 684 mila 410 euro, cioè il 76% in più rispetto all’anno precedente.

A questo “tesoretto” bisogna aggiungere i 305mila 635 euro versati dai consiglieri regionali.

”Rispetto al 2016 si è verificato un notevole generale aumento degli incassi relativi”, rivendica il tesoriere. Di poco ma, nonostante la crisi di consensi, aumentano anche gli introiti del 2xMille Irpef, che ammontano a oltre 850 mila euro. E le spese?

Nonostante il Cavaliere sia descritto come un divoratore di sondaggi, a bilancio ci sono “solo” 75 mila euro di spese per realizzarli contro i 164 mila per “servizi centro elaborazione dati”, quasi 60 mila per le utenze telefoniche e 64 per la vigilanza.

Nel documento contabile c’è spazio per una sottolineatura molto politica. Dentro la sezione “Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio”,  il tesoriere scrive: “In data 11 maggio il Tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto con una sua ordinanza l’istanza di “riabilitazione” del presidente Berlusconi presentata dai suoi legali il 12 marzo scorso. Tale ordinanza, subito esecutiva, dà finalmente il diritto al nostro presidente di presentare di nuovo la propria candidatura alle prossime elezioni”. 

 

 

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