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Abolizione dei vitalizi, ecco il ricalcolo in base ai contributi. 67 ex onorevoli salvi

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“Si è appena concluso l’Ufficio di Presidenza in cui ho illustrato la delibera sui vitalizi. La proposta che ho presentato prevede il ricalcolo secondo il metodo contributivo dell’attuale sistema di assegni erogati dalla Camera agli ex parlamentari. Parliamo di 1.338 vitalizi che saranno tagliati: per la maggioranza dei casi dal 40 al 60%. Per costruire questa proposta abbiamo collaborato con Inps e Istat, in modo da definire il ricalcolo secondo il metodo contributivo nel modo più preciso: gli ex parlamentari riceveranno quanto hanno versato. In questo modo eliminiamo un’ingiustizia”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, ha spiegato  su Facebook  delibera sui vitalizi dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio.

“Non solo  dal ricalcolo dei vitalizi potremo risparmiare circa 40 milioni di euro all’anno. Significa 200 milioni di euro a legislatura. Con la riunione di oggi la delibera è stata incardinata. Si procederà adesso all’esame da parte dei membri dell’ufficio di presidenza che potranno presentare proposte di modifica entro il prossimo 5 luglio. Poi si passerà alla votazione”, ha aggiunto.

“Questo è un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi. Un lavoro che continueremo a portare avanti anche su altri temi qui a Montecitorio e su cui vi aggiornerò costantemente”, ha concluso.

Il percorso di approvazione  dovrebbe essere piuttosto agevole: M5s e Lega hanno infatti la maggioranza nell’organismo con 10 componenti su 18  e nessun gruppo parlamentare si è detto pregiudizialmente contrario al ricalcolo dei vitalizi. I soli che sembrano destinati a dare battaglia sono gli ex parlamentari, riuniti sotto le insegne dell’Associazione che li rappresenta.

Denunciano quello che definiscono un “attentato allo Stato di diritto” e hanno già annunciato un ricorso alla Corte costituzionale. Il metodo scelto è secondo loro ingiusto perché favorisce i parlamentari che hanno fatto più legislature e colpisce proporzionalmente di più chi è rimasto alla Camera o al Senato per una o due legislature. Se Nicola Mancino e Franco Marini, dopo sei legislature, e con vitalizi di oltre sei mila euro, dovranno giusto contenere le spese in cravatte e sigari, altri, come Fausto Bertinotti passerebbero da 4800 a 2900, e Ilona Staller vedrebbe dimezzato il trattamento attuale a 1200 euro, suppergiù come Gino Paoli. Nessuno di questi ultimi due morirà di fame e non succederà nemmeno a Gianni Rivera, che si vedrà il vitalizio ridotto di un terzo.  Vengono previsti due tetti minimi: il primo pari a 980 euro, il secondo pari a 1.470.

 Saranno invece “salvi” 67 ex deputati, il cui vitalizio non subirà alcun ritocco ma per loro viene introdotto un tetto massimo. La ratio è che con il ricalcolo avrebbero incassato un assegno di importo maggiore e, quindi, viene messo un tetto limite che si calcola sulla base dell’ultimo vitalizio percepito al 31 ottobre 2018.

 

 

 

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