Salvare l’Ilva? Siamo nelle mani di Salvini e della sua Lega nata al Nord

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Di Severino Nappi*

 

Il neonato Governo Lega-Movimento Cinque Stelle nasce con una chiara, ed ormai ben nota, conformazione geopolitica.

Mentre il partito del Carroccio ha fatto incetta di voti al centro-nord; da Gaeta a scendere e lungo tutto lo stivale fino ad arrivare alla Sicilia, è stato un plebiscito pentastellato.

I grillini dovrebbero quindi farsi portatori degli interessi del Mezzogiorno, i cui elettori hanno consegnato nelle mani di Di Maio e dei suoi accoliti un carico di aspettative enorme, soprattutto sui temi lavoro e sviluppo. Ma è veramente così? Sono davvero i politici scelti con i click della piattaforma Rousseau i salvatori del Meridione d’Italia?

A giudicare dalle prime mosse sul fronte industriale sembrerebbe proprio di no. E’ un paradosso, infatti, che debba essere la Lega a convincere il Movimento Cinque Stelle a non chiudere l’Ilva di Taranto, un sito industriale che, considerando l’intero indotto, genera circa 20mila posti di lavoro: di fatto l’unico vero sbocco occupazionale di un territorio in fortissima sofferenza.

Nonostante ciò, la politica di crescita economica dei ‘figli’ di Grillo si basa sui licenziamenti dei dipendenti. Insomma, promettono il reddito di cittadinanza per uscire dalla soglia di povertà ma intanto mandano in strada i lavoratori.

Forse, provo disperatamente a darne un senso (senza tuttavia riuscirvi), sarà un modo tutto loro per dare valore a questa misura che è stata il vero cavallo di battaglia dell’ultima campagna elettorale: ti licenzio ma intanto ti consegno un assegno da 780 euro per stare a casa.

Non è questa la strada giusta per uscire da una storica crisi, l’obiettivo dovrebbe essere l’opposto: salvare i posti di lavoro ed incentivare le imprese ad assumere.

Il Governo, titolare dell’indirizzo politico del nostro Paese, ha infatti il dovere di tutelare il diritto al lavoro. Ma il timone è in mano a chi invece porta la nave in acque agitatissime. E, ironia della sorte, al comando dell’unica scialuppa di salvataggio c’è il capitano venuto da Pontida. Ci affidiamo al buonsenso di Salvini, insomma, per scongiurare il dramma di migliaia di famiglie che dipendono dalla permanenza in vita dell’Ilva di Taranto.

 

* Responsabile delle politiche per il Sud di Forza Italia

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