La Lega “sbianchetta” il no all’euro, ma non è la prima volta

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Euro si, Euro no: la Lega cambia rotta? Presto per dirsi. Ma una cosa è certa. A Milano – dicono per lavori di manutenzione – la scritta “Basta euro” sul muro della Lega di via Bellerio non c’è più. E non sarebbe neppure una novità così eclatante.

Perchè nel 2015 ci aveva provato già Gianna Gancia, modificando “Lega basta euro” in “Lega nord Piemonte”.

La prima (anzi l’unica), ancor prima di Roberto Maroni, a contestare la nuova linea estremista del partito. Una leghista troppo liberale e federalista per i gusti di Salvini di allora. Che, vuoi per il suo savoir faire pacato ma decisionista, vuoi per la sua potenza (anche numerica – lady Calderoli al congresso andò sotto solo per una cinquantina di voti), Salvini ha stroncato senza indugio, con l’aut aut “Chi vuole la Gancia é contro di me”, pur di non farla eleggere segretario regionale.

 

Gianna Gancia, da Twitter

Quel che accadeva allora, oggi poco importa. Perchè la politica si evolve velocemente e gli ultimi risvolti elettorali confermano che in politica tutto è possibile. E chissà che, nella nuova Lega, che ha rivisto anche uno dei suoi storici cavalli di battaglia, come l’uscita dall’euro e il recupero della sovranità monetaria, non possano trovare fortuna quei leghisti che si opposero apertamente alla nuova linea del Capitano.

 
 

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