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Cinquestelle, quattro correnti di pensiero. Ecco che accade nel Movimento

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Uno in piazza per protestare contro le istituzioni in occasione della Festa della Repubblica, mentre l’altro, che è la terza carica dello Stato, sarà in prima fila nella Tribuna autorità per assistere alla Parata delle Forze Armate. Poi ce ne sono altri due: uno che è partito per gli Stati Uniti, ma con in tasca il biglietto di ritorno e l’altra che fa la sindaca, ma lavora per costruirsi la sua corrente. Le scelte di Luigi Di Maio, Roberto Fico, Alessandro Di Battista e Virginia Raggi dimostrano che oggi il Movimento 5 stelle sono almeno tre o quattro partiti in uno. Coesistono tre linee, tre diversi orizzonti strategici: il capo politico vuol governare a tutti i costi, il presidente della Camera dare un contegno istituzionale al non-partito e lo scrittore non parlamentare precipitare la situazione e portare il Paese al voto subito, capitalizzando – in termini di voti – lo scontro col Quirinale. 

Di Maio non ha sconvocato il corteo intitolato “IlMioVotoConta”, che doveva essere una forma di protesta contro lo stop del Presidente della Repubblica al “governo del cambiamento” che avevano costruito insieme alla Lega. Organizzatevi con le macchine, con i treni, con i pullman, con blablacar, ma è importantissimo che siate presenti!”, c’era scritto nel lancio.  La Bocca della verità si trova a meno di un chilometro dall’altro luogo simbolo del 2 giugno, che poi è la Festa della Repubblica italiana, cioè l’Altare della Patria. Da lì parte la parata delle Forze Armate alla quale assistono dal 1946 in poi tutte le principali cariche dello Stato. Ci sarà, nella tribuna autorità, accanto al presidente della Repubblica, alla presidente del Senato e ad un eventuale presidente del consiglio anche il numero uno di Montecitorio, che è Roberto Fico.

Esponente della “sinistra grillina”, da quando è stato eletto con una maggioranza larghissima terza carica dello Stato ha tenuto un profilo assolutamente istituzionale. Niente interventi politici, niente intrusioni, soprattutto niente attacchi al Quirinale o agli altri organi dello Stato in un momento così complicato per la Repubblica. Questo suo standing non è apprezzato da tutti. Vittorio Di Battista, padre di Alessandro, su Facebook lo ha invitato esplicitamente a non farsi vedere: “Il nostro Presidente della Camera non deve partecipare alla “celebrazione” della prossima festa della Repubblica, una Repubblica violentata dal potere del denaro”. Fico non se n’è curato.

Se Di Maio e Fico rappresentano due diverse sensibilità ed entrambe sembrano avere la vocazione al governo del Paese, c’è un altro esponente del partito che, al contrario, immagina i Cinquestelle come una forza di opposizione. Stiamo parlando di Alessandro Di Battista.

Già importante dirigente, non ricandidatosi alle Politiche con la scusa di voler fare altro ma, in realtà, allo scopo di rimanere in riserva, pronto a scendere in campo come candidato premier in caso di elezioni anticipate, è finalmente partito per gli Stati Uniti, ma ci resterà pochissimo.  “Avevo altri progetti, ma in caso di voto anticipato non posso che tornare in Italia”, ha detto.

Lo spettro della sua candidatura agita il partito. Nelle scorse settimane Dibba ha più volte criticato con parole aspre il Capo dello Stato, ma anche il segretario della Lega, restituendo l’impressione di seminare trappole sul percorso di Di Maio. “Il mio ruolo alternativo a quello Di Di Maio? La forza del Movimento è un legame indissolubile che c’è tra me e Luigi”, si schermisce. 

In un partito che già di suo ha tre anime ogni tanto si riaffaccia pure la sindaca di Roma,  Virginia Raggi. Aveva incassato in silenzio il riconoscimento del segretario della Lega quando raccontò che “a dispetto di ciò che si dice, a Roma non ci sono tante buche”, ma poi ha fatto riecheggiare un vecchio slogan di Umberto Bossi. “Roma non è più ladrona. Abbiamo ridotto il debito della città di 200 milioni e abbiamo così dimostrato che investire su Roma non significa più fare nuovi debiti”. Lo ha detto incontrando una delegazione di parlamentari dei Cinquestelle e sta lavorando per creare la sua corrente pentastellata.

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