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Il “paradiso” degli avvocati è a Milano. Ma tutti guadagnano il 30% in meno rispetto al 1996

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Il reddito medio rivalutato degli avvocati, tra il 1996 e il 2016, e’ calato del 29% da 54.190 euro agli attuali 38.437 euro: il dato e’ emerso dalla anticipazione del Rapporto 2018 “Percorsi e scenari della avvocatura italiana” elaborato dal Censis e illustrato nella tavola rotonda di apertura dei lavori di “ASLA Diritto al Futuro”, evento dedicato agli avvocati del futuro svoltosi a Palazzo Mezzanotte a Milano.

A livello nazionale, sono oltre 242 mila gli avvocati residenti in Italia al 31 dicembre 2017, lo 0,4% in più rispetto all’anno precedente (pari a circa mille professionisti), in flessione rispetto alla media degli ultimi anni del tasso di crescita degli avvocati iscritti agli albi.

Secondo il rapporto “I numeri dell’avvocatura” – redatto annualmente dalla Cassa Forense – la Lombardia fa registrare il volume d’affari più alto a livello nazionale, 56.309 euro per le avvocate e 168.427 euro per gli avvocati, una media di 111.030 euro avvicinata esclusivamente da quella del Trentino Alto Adige (102.236 euro).

Volume d’affari medio più basso per la Calabria con 22.671 euro. Con 67.382 euro la Lombardia e’ anche la prima regione in Italia per reddito medio annuo, reddito medio più basso, invece, per la Calabria con 17.587 euro, la regione più densamente popolata di professionisti a livello nazionale.

L’ordine più ricco d’Italia è quello di Milano con 83.901 euro medi annui, dato comunque in flessione rispetto all’anno precedente. Un avvocato in attività al Sud e nelle Isole guadagna circa 33 mila euro in meno rispetto a un professionista attivo al Nord, divario che diventa ancor più rilevante se si calcolano esclusivamente i redditi medi degli avvocati uomini: 30.933 euro annui per un avvocato attivo nel meridione, 59.291 per chi lavora al Centro e 78.673 per il Nord.

 

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