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L’erede di Matteo Salvini è una donna. Mara Bizzotto nuovo capogruppo della Lega a Strasburgo

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Si chiama  Mara Bizzotto l’erede di Matteo Salvini. Occuperà il posto che lui ha occupato fino a due mesi fa, prima di essere proclamato senatore della Repubblica.

Il segretario del Carroccio ha scelto l’eurodeputata veneta  come nuovo capogruppo della Lega al Parlamento Europeo. Di Bassano del Grappa, vicesegretario della Liga Veneta, e tifosa milanista sfegatata proprio come “il capitano”, è la donna più in vista e nella posizione più “alta”.

Il primo commento, dopo i ringraziamenti di rito a Matteo Salvini per la fiducia che le è stata accordata, è tutto un programma: “In questi mesi lavoreremo con il massimo impegno per portare avanti le nostre battaglie contro questa Europa schiava delle banche e della finanza che sta massacrando il nostro Paese, le nostre imprese e i cittadini italiani”, così da mettere subito in chiaro che la linea strong e antieuropea non è in discussione. “L’Europa dell’austerity e degli immigrati, che vuole continuare ad imporre le sue folli politiche all’Italia, va smontata e rifondata da cima a fondo”, ha scritto ancora sui profili social, appena dopo l’indicazione.

Già consigliere regionale in Veneto,  Mara Bizzotto aveva esordito giovanissima all’Europarlamento  nel 2009 per essere poi rieletta nel 2014 con oltre 45.000 voti di preferenza, risultando la più votata nelle liste della Lega – in tutta Italia – subito dietro il segretario.

Ha suscitato molta attenzione, ad esempio, il tentativo, fatto poche settimane fa, di far avere da Bruxelles il riconoscimento alla “Léngua Vèneta” dello “status di lingua” dell’Unione europea, dal momento che è “parlata ed in uso in ben 3 Paesi, Italia, Croazia, Slovenia”. Con un’interrogazione  scritta con l’ “Academia de la Bona Creansa” ha chiesto pure che “la lingua veneta possa diventare materia di insegnamento scolastico, di ogni ordine e grado, anche universitario”, e che “possa essere utilizzata a livello istituzionale pubblico, negli uffici di Regioni e Comuni”.

Per tre anni consecutivi – dal 2010 al 2013 – è risultata  in testa alla classifica www.mepranking.eu dei deputati italiani al Parlamento Europeo più produttivi e al settimo posto tra tutti gli attuali 765 eurodeputati di tutte le nazioni. Oggi è a metà classifica.

“Siamo già proiettati alle elezioni Europee del maggio 2019, con due obiettivi molto chiari: portare la Lega di Salvini ad essere il primo partito in Italia e fare in modo che il fronte identitario e sovranista, che si sta affermando in molti Paesi europei, diventi il secondo gruppo del Parlamento Europeo per numero di eletti”, dice la deputata europea neo capogruppo.  Sia che la diciottesima legislatura italiana parta – e oggi si incontreranno Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per studiare una soluzione estrema che eviti un governo del presidente -, sia che invece il Paese debba tornare alle urne all’inizio del 2019, le Europee in programma per la prossima primavera saranno un test decisivo. La Lega – che si chiamava ancora “Lega Nord” -, nel 2014, quando Matteo Renzi fece l’exploit del 40%, si era fermata al 6,2%, mentre Forza Italia era al 16,8%. I leghisti oggi puntano  a triplicare il risultato i seggi.

 

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