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Fake news usate come missili: ecco il piano Ue per fermarle

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Le notizie false sono uno strumento di distrazione delle masse, addirittura una specie di “arma” di guerra. Pericolose quasi e come un missile, sono state messe – finalmente –  nel mirino dall’Unione europa. Bruxelles ha infatti ideato un Codice di buone pratiche per i social che, però, resta volontario e non ha valore giuridico vincolante. La Commissione di Jean Claude Juncker a fine 2018 valuterà la sua applicazione e, quindi, se è necessario adottare una vera e propria legge contro le Fake news o se è sufficiente questo codice di autodisciplina. La Commissione vuole lanciare un forum per riunire piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram, industria della pubblicità, media e società civile per coordinare gli sforzi nella lotta contro le notizie false che avrebbero avuto un effetto addirittura sulla campagna elettorale per le presidenziali americane. Sara’ questo forum a dover delineare per luglio il Codice sulle pratiche che i social dovranno seguire.

Tra le misure suggerite dalla Commissione Ue, i social dovranno monitorare meglio il fenomeno del click-baiting, ridurre le opzioni di targeting mirato per il marketing politico, assicurare la trasparenza dei contenuti politici sponsorizzati, aumentare gli sforzi per chiudere i profili falsi e dei troll e identificare i cosiddetti bots – cioè robot – che diffondono disinformazione. Infine dovranno essere creati degli specie di bottoni attraverso i quali gli utenti possono segnalare notizie false e fermarne la diffusione. Anche per questa ragione la Commissione si dice pronta a sostenere la creazione di un rete europea indipendente di fact-checkers.

Il governo comunitario invita gli Stati  a “prendere in considerazione schemi di aiuti” pubblici “per rispondere ai fallimenti di mercato che danneggiano la sostenibilità del giornalismo di qualità”.

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