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E’ la giornata per la sicurezza sul lavoro. Ma alla sua qualità chi ci pensa? Il commento di Nappi

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Di      Severino Nappi

Responsabile per le Politiche del Mezzogiorno di Forza Italia

 

Di lavoro si vive e di lavoro si muore. Ce lo confermano i dati allarmanti sulle morti bianche in Italia con numeri che nel 2017 arrivano a contare più di tre morti al giorno.
Un dato che dovrebbe allora farci riflettere su una variabile fondamentale spesso trascurata: la qualità del lavoro. Cos’è che rende sicuro il proprio lavoro oltre alla messa a norma dell’ambiente in cui lo si svolge?

 

La sua garanzia, i suoi diritti e la dignità del lavoratore.

Oggi si parla tanto di sicurezza sul lavoro, di prevenzione, di rispetto delle norme, di maggiori controlli, tralasciando ciò che invece ruota attorno alla precarietà del lavoro.

Due argomenti che andrebbero affrontati di pari passo. Perché un lavoro solido, dignitoso e gratificante è l’altra faccia della medaglia di quella “sicurezza” che spetterebbe a ogni individuo.

Quale risposta dare alle madri, alle mogli e ai figli di quegli operai ma più rientrati a casa?

Ricordiamo, per citarne qualcuno, il giovane operaio rimasto schiacciato da un macchinario nella catena di montaggio la scorsa settimana nello stabilimento della Dalmine Logistic Solutions di Potenza, i due operai uccisi lo scorso 28 Marzo a Livorno dall’esplosione di un serbatoio di solvente, o ancora, i due operai morti a Crotone, in Calabria, perché schiacciati dal muro che stavano riparando.

A tutti loro, e ai tanti altri per cui non basterebbe un’enciclopedia per citarli, dovremmo porre delle domande riuscendo anche a darci delle risposte: amavate il vostro lavoro? Ne eravate soddisfatti?

Il vostro contratto vi garantiva una seppur minima stabilità? A molte di queste domande risponderebbero di no.

Spetta a tutti noi costruire dei percorsi mirati a garantire formazione, investimenti e, insomma, provare a  consentire a tutti gli italiani, specie nel Mezzogiorno, di costruirsi un  futuro.

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