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Spendere meno in prodotti e formazione, investire. Ecco il piano taglia-deficit di Baldassarri

Il 10 aprile aumenta l’Iva. Ecco cosa si rischia a non avere un governo

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Da un certo punto di vista, è una specie di corsa contro il tempo.

L’aumento dell’Iva che scatterà tra meno di trenta giorni colpirebbe anche beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e vino e birra con aliquota al 22%, con effetti drammatici sui redditi delle famiglie più’ bisognose e sull’andamento dei consumi in settori come quello alimentare che e’ determinante per sostenere la ripresa in atto. Lo   afferma la Coldiretti, in riferimento alla necessità’ di inserite fin dal prossimo Def norme di sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’Iva, in una situazione in cui secondo Bankitalia in Italia quasi una persona su quattro e’ a rischio povertà. Le leggi di stabilità degli anni scorsi hanno infatti rinviato a quest’anno l’aumento dell’Iva.

La Coldiretti sottolinea la necessità di trovare una soluzione per scongiurare un duro colpo alla spesa delle famiglie italiane in alimenti e bevande, dopo che nel 2017 e tornata ad aumentare del 3,2% dopo cinque anni di segno negativo secondo elaborazioni Coldiretti sulle rilevazioni Ismea Nielsen.

La spesa alimentare – conclude la Coldiretti – e’ la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione con un importo complessivo di 215 miliardi ed e’ quindi un elemento importante per la ripresa dell’economia.

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