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Berlusconi batte Renzi e Salvini nella classifica degli insulti online. Ma siamo lì lì

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Silvio Berlusconi? E’ ancora centrale e non solo dal punto di vista politico. Il cavaliere è infatti il leader  più colpito da insulti online in questa campagna elettorale. Il dato emerge dall’analisi dei contenuti sul web effettuata da D-Link, che ha promosso la campagna #ConnettitiResponsabilmente.

Dall’inizio dell’anno ad oggi sono stati analizzati quasi 2 milioni di contenuti (tweet e commenti) legati alle elezioni 2018. Si tratta di messaggi verso i candidati, i partiti o verso altri elettori e ciò che emerge è che il 38% di questi (circa 750.000) è connotato da negatività mentre ben 135.000 contengono volgarità o insulti espliciti.

I messaggi che augurano la morte (o minacciano di uccidere) sono più di 15.000, quelli che contengono riferimenti alla violenza quasi 19.000. Solo l’11% dei contenuti è etichettabile come positivo.

Il leader di partito più preso di mira è Silvio Berlusconi, che e’ destinatario del 23% degli insulti personali online, seguito da Salvini e Renzi entrambi al 21%.

Ci si accanisce meno sulle persone di Di Maio e di Grasso (rispettivamente a quota 11% e 8% delle ingiurie).

La classifica cambia se analizziamo l’astio verso i partiti politici: in questo caso, più colpiti sono PD (39%) e M5S (34%). A seguire Lega (12%), Casapound (5%) e, per ultima, Forza Italia 4%.

Prendendo in considerazione solo i commenti con insulti e volgarità, la maggioranza proviene da uomini (68% contro il 32% delle donne) e dal Lazio (nonostante produca meno contenuti in termini assoluti, precede la Lombardia di 6 punti).

Facendo, invece, un rapporto su tutti i contenuti su base regionale, appaiono più scontenti gli abitanti del centro nord: l’Emilia Romagna conta il 29% di contenuti negativi rispetto a quelli prodotti, Toscana 28%, Lazio 26%, Lombardia 25% e Piemonte 25%.

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