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Orfani di femminicidio, finalmente c'è la legge: più assistenza e tutela per le (piccole) vittime

Orfani di femminicidio, finalmente c’è la legge: più assistenza e tutela per le (piccole) vittime

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Finalmente, nonostante le polemiche e pure un po’ di ostruzionismo dell’ultimo minuto, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge che tutela gli orfani di femminicidio. Il dibattito era in corso da diversi anni, almeno da quando Forza Italia (con l’ex ministro Mara Carfagna) aveva proposto alla Camera dei deputati aveva proposto di istituire un fondo in loro sostegno. Spesso i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che hanno un genitore che ha ucciso l’altro, restano soli, senza nessuna forma di assistenza, sono vittime due volte. Soprattutto al Senato, il Pd ha accompagnato il provvedimento – con Monica Cirinnà – fino all’approvazione finale, avvenuta giovedì, agli sgoccioli della legislatura.

Ma cosa prevede la nuova legge per gli orfani di femminicidio?

PIU’ TUTELE: Gli orfani di crimini domestici e di femminicidio, sia minorenni che maggiorenni economicamente non autosufficienti, saranno più tutelati, anche se a commettere il delitto è stato l’ex coniuge o il convivente o ex convivente. Il figlio può chiedere di cambiare il cognome del genitore che ha commesso il crimine. Se, dunque, il padre ha ucciso la madre, il figlio può far perdere le proprie tracce anche dal punto di vista anagrafico.

PENA MASSIMA ERGASTOLO: L’omicidio del coniuge viene equiparato all’omicidio dei genitori o dei figli e viene quindi prevista la pena massima dell’ergastolo. Se invece la vittima è divorziata è  previsto il carcere da 24 a 30 anni.

SPESE PROCESSO A CARICO DELLO STATO: Agli orfani di crimini domestici viene riconosciuto il gratuito patrocinio a prescindere dai limiti di reddito. Lo Stato si farà carico delle spese sia nel processo penale che civile. No dovranno sostenere i costi della giustizia anche nel caso i processi – per qualche strana ragione – dovessero concludersi con assoluzioni o prescrizioni.

SEQUESTRO CONSERVATIVO: Per garantire gli orfani al diritto di risarcimento il pubblico ministero  ha l’obbligo di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell’indagato per l’omicidio di un coniuge-genitore.

PENSIONE DI REVERSIBILITÀ’: La pensione, senza obbligo di restituzione, sarà percepita dai figli della vittima. E’ sospesa la reversibilità in favore dell’omicida. Non avrebbe più senso uccidere il coniuge sperando di potersi impossessare della pensione.

FONDO DI SOLIDARIETÀ’ ALLE VITTIME: A decorrere dal 2017 il Fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene esteso anche agli orfani di crimini domestici, con una apposita dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro all’anno. Questi soldi saranno utilizzati soprattutto per borse di studio e per il reinserimento lavorativo.

ASSISTENZA PSICOLOGICA: Agli orfani è assicurata assistenza medico-psicologica gratuita fino al pieno recupero psicologico definitivo ed è attribuita la quota di riserva prevista per l’assunzione di categorie protette.

Il via libera arrivato alla quasi unanimità ha lasciato tutti soddisfatti (tranne Carlo Giovanardi, ma questa è un’altra storia). Francesca Puglisi, del Pd, segnala che “siamo i primi in Europa a dare una legge che tutela bambine e bambini, ragazze e ragazzi che hanno avuto la vita sconvolta dal dramma dell’uccisione della propria madre per mano del padre. Sono i cosiddetti “orfani speciali”, 1600 circa dal 2000 al 2014 nel nostro Paese”. Secondo Bruno Tabacci, il presidente nazionale di Centro Democratico la cui responsabile giustizia Anna Maria Busia ha scritto il testo e con l’onorevole Roberto Capelli primo firmatario lo ha presentato alle Camere, è “uno dei lasciti al Paese più seri di questa legislatura”. La portavoce dei deputati forzisti, Mara Carfagna, rivendica il ruolo del suo partito: “Abbiamo chiesto per primi l’istituzione di un fondo per gli orfani di femminicidio, ponendo il problema di centinaia di bambine e bambini che sono rimasti vittime dell’omicidio della madre da parte del padre e che, fino ad ora, erano di fatto abbandonati a loro stessi. I senatori di Fi avevano sollevato alcune questioni di merito e suggerito  modifiche che, purtroppo, non sono però state accolte dalla maggioranza. Nonostante questa ennesima chiusura, Forza Italia ha dimostrato nuovamente, votando a favore del provvedimento, di essere una forza politica generosa, capace di sostenere proposte buone che vanno nell’interesse degli italiani e specialmente di quelli più deboli”, conclude Carfagna.

di Redazione

 

 

 

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