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Il caricatore della sharing economy è tra noi e si chiama Duduù

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Fili penzolanti per casa, cavi che si incrociano e, quando si è nei locali pubblici, code al bagno per ricaricare per due minuti il cellulare (quasi) scarico e ricominciare la serata. Tutto ciò potrebbe finire grazie a Duduù.

Col nome che ricorda vagamente quello del più famoso cagnolino in Italia, inseparabile compagno di Silvio Berlusconi, è invece un un prodotto innovativo ed ecosostenibile, un oggetto di design che si comincia a vedere in alcune abitazioni e in molti locali e luoghi di passaggio, come le stazioni dei treni. Si tratta di una power station illuminata da luci a led con la quale è possibile ricaricare i dispositivi mobili tutti insieme, in maniera sicura e veloce, ma anche custodire i tuoi oggetti personali.

 

 

Duduù non è un volgare “caricatore” per cellulari e Ipad, ma anche un luogo per custodirli al sicuro per il tempo necessario, ma, soprattutto, un oggetto che si fa guardare. “Grazie alle sue linee armoniose è perfetto per ogni tipo di ambiente: discoteca, bar, ristorante, palestra, ufficio, casa”, spiega il creatore, l’imprenditore italiano Antonio Cristiano. Dotato di una lampada a led a basso consumo, il mobile-oggetto può essere utilizzato anche in ambienti poco luminosi.

 

Di dimensioni contenute (53x36x26 cm, altre informazioni tecniche disponibili su (www.duduuis.com) consente di caricare contemporaneamente quattro device grazie ai cavi Apple Lightning, Micro USB, Mini USB che coprono l’intera domanda di cellulari e tablet.

Il payoff scelto per lanciare il prodotto è “l’energia ci rende liberi“. Perchè, come spiega Cristiano, “viviamo perennemente interconnessi, siamo chiamati e saremo sempre più chiamati a garantire una operatività continua, e, per questa ragione, dobbiamo predisporre degli spazi sicuri, diffusi, dove riuscire a fare il “pieno di energia” ai nostri dispositivi”. E’ la nuova frontiera della sharing economy?

 

Di Redazione

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