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Alternativa Popolare va in pezzi; Lorenzin verso il Pd, Lupi verso il Cav

Alternativa Popolare va in pezzi; Lorenzin verso il Pd, Lupi verso il Cav

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Il dado è tratto, Alternativa Popolare va in frantumi: metà col centrodestra e metà col centrosinistra. Si è aggiornata a questa sera – 12 dicembre – alle 18, nella sede del partito a Via del Governo Vecchio, appena dietro Piazza Navona, la direzione del partito che fu di Angelino Alfano.

Dopo una riunione durata due ore, ieri, frutto anche di due segreterie politiche svoltesi nel week end nell’assoluta segretezza, il travaglio interno del partito nato dalla scissione del Pdl non ha trovato fine.

Le due anime contrastanti guidata una da Beatrice Lorenzin e l’altra da Maurizio Lupi non hanno raggiunto un accordo. Il risultato è sempre lo stesso, da settimane: parte di Ap vuole allearsi alle prossime elezioni con il Pd, mentre l’altra vuole correre da sola strizzando però in realtà l’occhio al centrodestra di Silvio Berlusconi.

Nel corso della riunione sono emersi “un dissenso e posizioni politiche diverse”, ha raccontato spiega Fabrizio Cicchitto. Così è stato dato mandato ai tre fondatori di trovare una strada per una “separazione consensuale”. Maurizio Lupi, Beatrice Lorenzin e l’ex capogruppo di Forza Italia presenteranno un documento unitario che salvaguardi le linee politiche: “Una di appartenenza alla propria storia politica e alla nascita del partito e l’altra di prosecuzione nell’azione riformista di governo, iniziata cinque anni fa”.

La ministra della Sanità marcerà verso i “Centristi per l’Europa” di Pier Ferdinando Casini e in coalizione con il Pd, mentre Lupi, che ha sempre mantenuto buoni rapporti con Arcore, guarda al “modello Lombardia”, quello dell’alleanza larga di centrodestra che ha contribuito all’elezione di Roberto Maroni.

“Io continuo a lavorare per giungere a una posizione unitaria dentro Alternativa popolare”, ha spiegato Lorenzin – “forza trainante dei moderati, che deve guardare al futuro ed essere interprete dei cambiamenti in atto e dei bisogni concreti dei cittadini”. “Ora ci stiamo dividendo sulla prospettiva delle nuove rotte”, conferma invece Lupi. “Personalmente penso che oggi serva una proposta seria, moderata, liberale, alternativa al Pd”, ha spiegato l’esponente ciellino transitato per il ministero dei Trasporti.

Nessuno degli interessati vuole chiamarla scissione, però. Che fine farà il simbolo non si è ancora deciso Per statuto appartiene al presidente, Angelino Alfano, che però non intende ricandidarsi.
E’ fallito anche il tentativo portato avanti ieri proprio da Lupi di sondare la disponibilità a chiudere un’alleanza per le politiche anche con Flavio Tosi e Raffaele Fitto, già impegnati, però, a costruire la “quarta gamba” del centrodestra. La trattativa, continuata fino a tarda notte, si sarebbe arenata per il “no” dei leader di “Fare!” e “Direzione Italia”, che avrebbero preferito tornare a gravitare nella galassia berlusconiana, optando per un apparentamento con Forza Italia attraverso la costituzione di una lista unica, il quarto petalo appunto del quadrifoglio con Fi-Lega-Fdi. In compenso ci sarebbe stato un mezzo via libera all’apparentamento da parte di Stefano Parisi e Giuseppe De Mita.

di Redazione

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