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Intervista a Gloria Radulescu, la ribelle Fiamma ne “Le tre rose di Eva”

Intervista a Gloria Radulescu, la ribelle Fiamma ne “Le tre rose di Eva”

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Personalità e caparbietà: questi gli ingredienti del successo di Gloria Radulescu, attrice con una totale passione per la recitazione che ogni giovedì sera seguiamo nella quarta stagione della serie tv “Le tre rose di Eva”.

Il suo personaggio Fiamma Astori è la rivelazione della fiction che sta appassionando milioni di telespettatori. Gloria convince tutti, eppure lo fa in punta di piedi, senza nessuna presunzione. Un periodo davvero speciale per lei che racconta con entusiasmo ad Instante.

Fiamma Astori, il personaggio che interpreti ne “Le tre rose di Eva”, è una ragazza determinata e molto ribelle. Quanto ti senti vicina (o lontana) al suo personaggio?

Credo di esserle lontana in tutto. Non solo per la vita che conduce e per il ceto alto borghese nel quale è abituata a vivere e dalla quale vuole scappare ma soprattutto caratterialmente. Fiamma è più istintiva, Gloria più riflessiva.

Come si evolverà il tuo personaggio nelle prossime puntate?

Nelle prossime puntate Fiamma sarà sempre più ribelle e seguirà il cuore. Si oppone alla relazione che Edoardo ha con Veronica e le terrà testa, a volte provocandosi un po’ reciprocamente…

Un ruolo accanto ad attori importanti che ha colpito molto il pubblico e il web. Te l’aspettavi questo successo?

A dire la verità, no! Non penso mai a quanto successo possa riscuotere il mio personaggio, cerco solo di fare il mio lavoro raffinando e costruendo un bell’assetto, dai pensieri agli obiettivi. Che sia un personaggio buono o meno, credo che tutti abbiano qualcosa da dire, bisogna trovare il “come” più autentico per dire le cose. Se arrivi alla gente e crei empatia è un bene, hai regalato un’emozione: questo è il vero successo. Comunque sento molto calore da parte di tutti e ne sono infinitamente grata!

Luca Capuano (Edoardo Monforte) e Gloria Radulescu (Fiamma Astori) ne “Le tre rose di Eva 4”

La quota rosa nel cast è molto alta. Che tipo di rapporto si è creato fra voi donne sul set?

Il rapporto tra colleghe è stato sano e professionale. Ci confrontavamo e ci davamo una mano prima di andare sul set!

E Vanessa Incontrada e Giorgia Surina, con cui hai lavorato in “Non dirlo al mio capo”?

Vanessa e Giorgia sono state entrambe uno spasso: alla mano, simpatiche e molto preparate. Sono cresciuta con loro sia lavorativamente che sotto l’aspetto umano. È nato un bel rapporto e continuo a sentirle fuori dal lavoro!

Il pubblico ti ha “conosciuta” grazie ad un concorso di bellezza, “Miss Italia”. Cosa ricordi di quell’esperienza?

Di Miss Italia ricordo solo ed unicamente una bella esperienza vissuta come un gioco. Un punto di inizio.

Hai sempre desiderato diventare un’attrice oppure da bambina avevi altri progetti per il futuro?

Da piccola dicevo di voler diventare veterinaria e che avrei salvato tutti i cani randagi. Poi durante il liceo mi sono innamorata di Pirandello e del teatro, e forse incondizionatamente anche mia mamma ci ha messo lo zampino. Aveva una piccola compagnia teatrale e io mi divertivo a seguirla per cercare di scoprire come si mettesse in piedi una scena. Quindi ho cominciato a studiare e misono trasferita dalla Puglia per frequentare per tre anni il Centro sperimentale di cinematografia qui a Roma.

Quali sono gli ostacoli ed i sacrifici che hai dovuto affrontare per raggiungere questo importante obiettivo? Sei sempre stata sostenuta dalla tua famiglia?

I sacrifici da affrontare son tanti. Ti allontani di continuo dagli affetti, un giorno sei in un posto e qualche mese dopo in un altro, è sempre un’incognita. Il lavoro poi non è costante quindi durante le attese non bisogna mai perdere la pazienza. Anzi, bisogna approfittarne per studiare, arricchirsi e crescere. Per fortuna la famiglia mi ha sempre sostenuta. A volte ci credono più loro di quanto ci creda io!

Cosa consiglieresti ai tuoi coetanei che sognano la tua strada?

Di non mollare, di continuare a credere nei propri sogni. Di non perdere la curiosità, scoprire e ricercare cose nuove così da poter perfezionare il proprio lavoro.

di Sacha Lunatici (foto Riccardo Riande)

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