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Violenza contro le donne? C'è l'identikit dei colpevoli. Ma il 40% vengono assolti

Violenza contro le donne? C’è l’identikit dei colpevoli. Ma il 40% vengono assolti

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L’alcool, per esempio, è un brutto segno. Moltissimi degli stalker più efferati hanno infatti l’abitudine di alzare troppo il gomito.

Ma l’identikit del responsabile delle “violenze di genere” nei confronti delle donne tracciato da una ricerca su 120 recenti processi che si sono tenuti nei tribunali di Milano, Pavia e Como consente di circoscrivere la categoria più a “rischio”: italiano, 40enne, operaio o disoccupato.

La ricerca, realizzata nell’ambito di un progetto che ha visto coinvolti  Regione Lombardia, l’Ordine degli avvocati milanesi e il Tribunale di Milano, questi ultimi rappresentati dall’avvocato Silvia Belloni e dal magistrato Fabio Roia, ha passato in rassegna oltre cento sentenze, emesse tra gennaio e luglio scorso nei tre tribunali per i reati di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale.

Sui 120 procedimenti penali analizzati, anche con la collaborazione di tre universita’ milanesi, la Statale, la Cattolica e Bicocca, piu’ della meta’ (63) vedevano al centro il reato di maltrattamenti con imputati uomini di eta’ media di 42 anni.

Imputati che nel 59% dei casi sono italiani, mentre il 10% proviene dal nord africa e il 12% dall’Europa orientale.

Il 31% degli stalker o violentatori, poi, sono disoccupati, il 25% operai e solo il 3% dirigenti o professionisti.

Quasi il 70% di coloro che soffrono di dipendenze sono alcolisti e nel 14% dei processi l’imputato ha precedenti penali sulla stessa vittima. Nel 73% dei dibattimenti, inoltre, imputato e persona offesa erano conviventi o partner e se nel 29% dei casi i bambini hanno assistito e allo stesso tempo subito le violenze, piu’ del 70% dei bimbi hanno visto i maltrattamenti e le persecuzioni coi loro occhi.

Quasi una donna su tre, poi, rimane vittima per piu’ di cinque anni prima di denunciare e nel 78% dei casi gli abusi sono sia fisici che psicologici.

Soltanto in un procedimento su quattro, inoltre, la vittima ha chiesto aiuto ad un centro anti violenza e in piu’ della meta’ dei casi le donne non si sono costituite parti civili contro gli imputati.

Le indagini in questi casi durano quasi due anni, mentre i tempi dei dibattimenti sono celeri (in media durano 10 mesi).

Per le violenze sessuali si infliggono pene in media di quasi 7 anni, per i maltrattamenti di 2 anni e 6 mesi e per lo stalking di 1 anno e 3 mesi (nel 41% dei casi con sospensione condizionale). Nelle assoluzioni nei processi per maltrattamenti prevalgono la “mancanza di abitualita’” o l’assenza del dolo, mentre nei proscioglimenti dallo stalking conta spesso la “remissione della querela” da parte della persona offesa e nelle violenze sessuali la “assenza di credibilita’” della presunta vittima o la sua “ritrattazione”.

Quasi il 40% dei dibattimenti si e’ concluso con assoluzioni.

di Redazione

 

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