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5G e Siae senza più monopolio: ecco perchè la Manovra piacerà a Fedez e agli smanettoni

5G e Siae senza più monopolio: ecco perchè la Manovra piacerà a Fedez e agli smanettoni

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La manovra del governo di Paolo Gentiloni? Moltissimi osservatori hanno dubbi, ma almeno due tipologie di italiani hanno già di che essere soddisfatti: gli smanettoni appassionati di internet e i cantanti famosi, che, come Fedez, hanno mollato la Siae. La  legge di Bilancio per il 2018 e il decreto fiscale contengono numerose misure indirizzate al mondo digitale e dell’innovazione e, tra queste, l’asta per il 5G. Di che si tratta? Semplice, dell’erede del 4G, cioè la tecnologia che ha consentito ai nostri telefoni di correre più veloci nel web, ascoltare brani e vedere video in streaming. Col 5G sarà possibile scaricare un film intero in pochi secondi, trasmettere in ogni momento moltissimi mega al proprio operatore. Con la manovra preparata da Pier Carlo Padoan inizia ufficialmente l’iter per assegnare le frequenze per il 5G; si parte con una base d’asta di 2,5 miliardi.

L’assegnazione riguarderà frequenze disponibili dal 2018 fino al 2022. Il governo opterà per un pagamento dilazionato: chi vincerà l’asta dovrà sborsare diverse tranche nei prossimi anni. Le reti di seconda generazione (2G) nacquero nel 1991 come un insieme di standard che regolavano la telefonia mobile, senza particolari preoccupazioni riguardo la trasmissione dati. Con la terza generazione, 3G, ci si concentrò sulla voce ma anche su Internet in mobilità, videochiamate e TV in mobilità. La 4G fu progettata per migliorare in aspetti come la telefonia via IP (VoIP), la videoconferenza e il cloud computing, oltre che sul video in streaming e il gioco online, mentre il 5G servirà specie per connettere le aziende, i prodotti. Ecco perché si è speso molto per ottenerla il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Un’altra misura che piacerà agli editori attivi sul web è che chi investe in pubblicità su tv, radio, stampa e online, potrà godere di un credito d’imposta pari al 75% della quota incrementale dell’investimento rispetto all’anno precedente (cioe’ il 75% della differenza tra quanto investito nel 2017 e nel 2016). E’ prevista un’aliquota speciale per Pmi, microimprese e startup innovative.

La manovra piacerà a molti cantanti e artisti perché supera di fatto il monopolio Siae per la gestione dei diritti d’autore. Avranno la possibilita’ di operare tutti gli organismi di gestione collettiva senza fine di lucro e a base associativa che operano nell’Ue: viene quindi eliminato l’obbligo di passare dalla Siae per la raccolta dei diritti, ma ancora non si apre il mercato ai servizi privati. Restano fuori, al momento, le societa’ online come Soundreef  che in questi anni hanno spinto per la liberalizzazione. Vi si erano affidati cantanti famosissimi come il “Golden boy” del rap Fedez e Nesli.

di Redazione

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