E tu di che barba sei? Te lo dice "Barba e baffi", il nuovo libro di Giovanni Ciacci

E tu di che barba sei? Te lo dice “Barba e baffi”, il nuovo libro di Giovanni Ciacci

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Dimmi che barba hai e ti dirò chi sei. Portare la barba non rappresenta solo una moda del momento, bensì la possibilità di caratterizzare il proprio volto, di cambiare il proprio ‘look’. Tuttavia per avere una barba curata e che piaccia non basta semplicemente lasciarla crescere, è necessario curarla e conferirle lo stile che più si sposa con il volto.

Appena accennata, lunga o da hipster: per scoprire di che barba siete fatti non resta che consultare “Barba e baffi”, il primo libro italiano d’autore dedicato al fenomeno più di tendenza del momento pubblicato dal famoso esperto d’immagine Giovanni Ciacci.

Ciacci, presenza fissa di “Detto Fatto”, trasmissione pomeridiana di Rai 2 con Caterina Balivo, ha presentato nei giorni scorsi il suo libro all’Accademia L’Oréal di Roma, durante la quinta edizione dei “Dialoghi della barba”, incontri nati da un’idea di Giovanna Zucconi in collaborazione con Dlui/la Repubblica.

Dopo “Divina” dedicato alla femminilità e “Il velo fa sposa” sul look da matrimonio (scritto con Pinella Passaro), Giovanni Ciacci ha pensato che fosse arrivato il momento giusto di occuparsi di uomini.

In realtà l’idea di scrivere questo libro mi è venuta guardando la serie televisiva “The young Pope” di Sorrentino – ha confidato Ciacci. – In una scena ho notato che Jude Law si fermava a fissare un quadro, “La donna barbuta”. Una donna vissuta davvero, nel 1500, a cui a trenta anni crebbe improvvisamente la barba. Il re di Napoli volle ritrarre questa donna così particolare mentre allattava al seno un bambino”.

“Barba e baffi” – edito da Vallardi – ci guida in un viaggio attraverso moda e costume maschile nel corso dei secoli: “Negli anni’ 50 i grandi registi non amavano molto gli uomini con la barba, perché nell’immaginario cinematografico rappresentava il farabutto, il “cattivo” – ha commentato Giovanni Ciacci. – Oggi Hollywood ha ribaltato completamente la situazione. Basti pensare a Leonardo Di Caprio che grazie alla barba è arrivato a vincere l’Oscar e a togliersi la nomea del bravo ragazzo”.

L’esperto d’immagine Giovanni Ciacci, l’attrice Cristiana Capotondi e il fotografo Giovanni Gastel

Durante l’incontro è intervenuta l’attrice Cristiana Capotondi e il fotografo Giovanni Gastel.

Sono da dodici anni felicemente accompagnata con un ‘bearded man’ (Andrea Pezzi n.d.r.) – ha detto Cristiana Capotondi -. Ho una passione per la barba, trovo che sia una delle cose del mondo maschile che invidio di più. E’ un segno di maturità che su un uomo si vede esteticamente e poi segna un passaggio dall’adolescenza all’età adulta”. “Guardo la barba con curiosità, nel mio mestiere ne vedo tante – ha proseguito. – Facendo anche film d’epoca, vedo il passaggio delle epoche sulle barbe degli uomini, molto più che sugli abiti. Si potrebbe dire che, oggi, una prima chiave estetica sul volto di un attore è mettere o non mettere la barba”.

Il fotografo Giovanni Gastel ha realizzato una mostra che ritrae volti noti (e contemporanei) con la barba: “Usando la tecnica degli scatti in sequenza ho chiesto loro di relazionarsi con la propria barba. Nessuno ha fatto la stessa azione, ognuno ha con la propria barba un rapporto e una gestualità completamente diversa. E’ nata una serie di rapporti tra mani e barba che è molto divertente”.

di Sacha Lunatici (foto Instagram)

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