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Osvaldo Supino, intervista esclusiva: "Non sono mai cambiato"

Osvaldo Supino, intervista esclusiva: “Non sono mai cambiato”

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L’ha sempre sognato ed è accaduto “fin da quando ero piccolo sognavo di cantare davanti a un pubblico le mie canzoni” racconta “colpa forse di mamma e papà che mi portavano in discoteca con loro fin da quando ero molto piccolo“. Dopo 3 album e tanti singoli di successo in classifica, milioni di visualizzazioni e premi collezionati, Osvaldo Supino è in tour con il suo terzo album “Resolution“, un disco che ha gia ottenuto plausi dai più importanti portali musicali del mondo e che sta portando la giovane pop star in giro per il mondo. E così alla vigilia del suo trentatreesimo compleanno, rivela: “tutto questo non mi ha cambiato, sono sempre lo stesso ragazzo che si emozionava quando sentiva una canzone nuova alla radio“.

Osvaldo Supino in tv negli USA su NBC
Osvaldo Supino in tv negli USA su NBC

Sei nato a Torremaggiore, in provincia di Foggia.
Ed è lì che torno quando ho bisogno di riflettere. Lì ci sono gli specchi da cui non posso scappare e che mi aiutano ad affrontare le mie paure: la mia famiglia.

Dopo tanti palchi affrontati e folle da migliaia di persone hai ancora delle paure?
Certamente, come tutti. Molte le ho superate proprio con la musica, altre sono in attesa di risoluzione.

Senti nostalgia della tua terra?
Non si può avere nostalgia per qualcosa che non si è perso. Io le mie origini le ho sempre con me. Ho una piccola bottiglietta di vetro con la sabbia del Gargano che porto sempre in valigia e i miei genitori li sento almeno una volta al giorno, anche quando sono dall’altra parte del mondo.

Tu sei stato il primo italiano – secondo solo alla Pausini – intervistato su Univision. Ora che anche in America Latina iniziano a fare il tuo nome, che effetto ti fa vedere la strada che hai fatto?
E’ strano e molto gratificante, ma non mi siedo qui a guardare e farmi lodi. Più cresco e più nascono nuovi desideri, nuovi progetti.

Osvaldo Supino con James Franco
Osvaldo Supino con James Franco

Nella tua attività spesso i tuoi colleghi si prendono delle pause. Tu, invece, hai sempre rigato dritto, instancabile.
L’unica pausa che ho preso è stata nel 2014 prima di uscire con il mio secondo disco. Non ero stanco di girare, ma di scappare. Avevo vissuto da poco una separazione che mi fece molto male e mi ero rifugiato nel lavoro e nella musica. Prima di uno degli ultimi concerti del tour di quell’anno ebbi un forte attacco di panico e capii che avevo bisogno di fermarmi e affrontare con consapevolezza il vuoto che avevo tentato di nascondere. I miei fan lo capirono, alcuni scrissero invece che mi fermavo perchè dovevo disintossicarmi. Non ho mai capito da cosa.

Ti descrivono molto sensibile alle critiche.
Anche se posso sembrare molto forte e determinato ho dei punti deboli anche io, tanto che prima se leggevo qualcosa di brutto me lo portavo dietro anche per giorni. Mi succede ancora oggi ma molto meno. Non perchè la mia sensibilità è cambiata, ma solo perchè non leggo più quello che scrivono di me. Ascolto molto i consigli e le critiche costruttive, ma gli insulti non li tollero.

Osvaldo Supino sul red carpet del Festival di Venezia
Osvaldo Supino sul red carpet del Festival di Venezia

Ma tu sei “nato” con internet, in un certo senso dovevi aspettartelo.
Quando è esploso tutto nel 2008 ne ero totalmente inconsapevole, anzi era proprio il momento in cui credevo che non sarebbe successo niente. Avevo la coda tra le gambe per un contratto discografico che mi aveva intrappolato, e quelle canzoni che ho messo su internet erano solo un tentativo di riappropriarmi della mia libertà di cantare quello che volevo. E’ esploso tutto e in un secondo mi sono trovato sulle prime pagine di tanti siti e giornali che seguivo. E la cosa è che non proprio tutti parlavano bene di me, anzi. Mi sono trovato inondato da un giorno all’altro. Come fai ad aspettarti una cosa così? Nessuno può prepararti.

3 Nomination ai BT Digital Music Awards, 1 premio Unicef, 1 NIckeclip, 1 Laiffa Awards, milioni di visualizzazioni totalizzate in questi anni, e tutta la tua discografia nella classifica dei più venduti. Non ti è andata molto male.
Assolutamente, ripeto, è molto di più di quello che mi aspettavo in quel momento. Ma c’è da dire che sono anche stato molto fortunato, mi sento sempre in debito verso la gente e cerco veramente ogni volta di dare il massimo per diventare sempre un cantante, un autore, un performer migliore. Quando ti danno non premio non vuol dire che sei arrivato, ma che è il momento di lavorare ancora più duramente.

Supino secchione, maniaco della perfezione?
Io secchione? (ride n.d.r.). C’è il mio professore di economia che sta ancora aspettando il mio compito. Odiavo quella scuola, e copiavo tutto. E’ stata l’unica imposizione che ho accettato da mio padre, voleva che prendessi il suo posto nell’ufficio per cui lavorava perciò mi aveva spinto a scegliere ragioneria. Ha sempre amato la mia passione per la musica e l’ha sempre condivisa. In un certo senso però voleva che rimanessi a vivere li in Puglia. Poi un giorno all’improvviso gli ho detto “mi porti in biglietteria? devo prendere il treno”. Non mi ha chiesto dove dovessi andare, sapeva gia tutto.

Osvaldo Supino è vendicativo?
Posso essere molto severo e vendicativo, e se mi ferisci davvero difficilmente hai una seconda opportunità. Fino ad ora l’unica che l’ha avuta è mia sorella.

Perchè proprio lei?
Perchè la maniera in cui si è avvicinata, si è scusata, piano, con delicatezza e il rispetto che ha mostrato mi ha fatto capire che dovevo anche a me stesso una seconda possibilità di conoscerla, di capire.

Il tuo ultimo album “Resolution” parla di combattere la paura del terrorismo. Per uno come te che gira tanti posti al mondo e prende centinaia di aerei ogni anno, come si reagisce?
Credendo in ciò che si fa. Non ha senso sprecare il tempo che abbiamo nella paura e nei rimpianti. Certo dobbiamo stare attenti, molto più di prima, ma non possiamo farci vincere dalla negatività e dai timori.

Tu non hai paura di viaggiare?
Ne ho avuta tanta. Ma ho imparato a domarla ricordandomi l’amore che provo per ciò che faccio e la gratitudine che sento per queste possibilità che ho. La musica mi ha salvato da tante situazioni, mi ha aiutato ad essere meno introverso, ad apprendere cose nuove, imparare le lingue, a conoscermi davvero. Non posso buttare via tutto.

Beneficienza. Osvaldo Supino qualche mese fa con i piccoli pazienti dell'Ospedale Maggiore di Milano
Beneficienza. Osvaldo Supino qualche mese fa con i piccoli pazienti dell’Ospedale Maggiore di Milano

L’ultima volta che ci siamo visti mi parlavi della voglia di avere un figlio.
C’è ancora e non è svanita, ma arriverà quando sarò pronto. Quando arriverà sarà perchè dovrà darmi l’ultimo pezzo per sentirmi completo, non per mettere tutto in ordine. Quello devo farlo da solo.

di Sacha Lunatici (foto Ufficio stampa)

Guarda il video di Osvaldo Supino “Till the Wheels Fall Off”:

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