La scimmia della notizia

Il nuovo super caccia F35? Costerà il doppio. La relazione della Corte dei conti

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Ahi ahi, ci risiamo. Anche il nuovo caccia italiano, il “famoso F-35” finirà per costare almeno il doppio del previsto, come quasi tutte le commesse pubbliche italiane. A studiarsi lo sviluppo del  programma Joint Strike Fighter F35 Lightning II, F-35, è stata la Corte dei Conti.

I magistrati contabili hanno scritto una relazione speciale sulla partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 Lightning II e, in quel testo, denunciano come sia in  “ritardo di almeno cinque anni sulla tabella di marcia originaria” a causa di “importanti problematiche” tecniche e che queste lentezze hanno “quasi raddoppiato” i costi dell’operazione rispetto alle previsioni iniziali. Scrivono i magistrati: “Nel 2001 il costo medio di acquisizione era stimato a 69 milioni di dollari; oggi è di 130,6 milioni”.

L’allungamento dei lavori ha avuto un piccolissimo effetto positivo sul prezzo. “Si segnala tuttavia una tendenza alla riduzione (-4,67%) in raffronto alle analoghe stime del 2012, che riportavano un costo medio di acquisizione di 137 milioni di dollari.

Tale riduzione viene collegata al maggiore grado di maturità, e quindi di efficienza, dei processi produttivi. Stando alle indicazioni fornite dall’Ufficio indipendente americano “Gao” nella conferenza internazionale di Oslo e nella relazione GAO-16-390, alcuni rischi tecnici, pur essendosi significativamente ridotti nel corso del 2016, rimangono aperti”, vi si poteva leggere ancora.

Il mezzo dunque non solo è costoso, ma ancora migliorabile. La Corte sottolinea comunque come “gli interessi economici in gioco sono quindi piuttosto significativi, anche sotto il profilo occupazionale” pertanto “la valutazione complessiva del progetto deve tener conto, proprio in termini squisitamente economici, della circostanza che l’esposizione fin qui realizzata in termini di risorse finanziarie, strumentali ed umane è fondamentalmente legata alla continuazione del progetto”.

 Comunque, secondo i magistrati contabili, valeva la pena investire sul jet: “Un’ultima considerazione attiene all’impatto del Programma sul sistema Paese, intendendo per esso le imprese ed i lavoratori in esso coinvolti. Il volume economico stimato per i prossimi vent’anni, pur nella sua visione più ottimistica, assume dimensioni ragguardevoli (circa 14 miliardi di dollari) e non va sottovalutato l’effetto moltiplicatore sull’indotto”.

 

Di Redazione

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