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Dieci vaccini obbligatori, due sole "punture". Ecco cosa fare per i nostri bambini

Dieci vaccini obbligatori, due sole “punture”. Ecco cosa fare per i nostri bambini

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I vaccini sono dieci, ma le “punture” soltanto due. La nuova disciplina sui vaccini approvata dal Parlamento, promossa dal ministro Beatrice Lorenzin e votata anche da Forza Italia, rende obbligatori dieci vaccini, mentre oggi erano soltanto quattro, li considera condizione indispensabile per poter far iscrivere i bambini a scuola. Come funziona la nuova legge?

Da 4 a 10, due sole “punture”.  

Le vaccinazioni obbligatorie sono 10: antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipertosse, antiHaemophilus influenzae tipo b. Queste vaccinazioni diventano obbligatorie “in via permanente”. Altre 4 sono invece obbligatorie “sino a diversa successiva valutazione”, dopo una verifica triennale: antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella. Sono raccomandate e offerte gratuitamente in base alle indicazioni del Calendario vaccinale l’antimeningococcica B e C, l’antipneumococcica e l’antirotavirus. Per effettuare i vaccini obbligatori non sono necessarie 10 diverse punture, ma solo due, una per l’esavalente e una per gli altri quattro.

Senza vaccinazioni, niente scuola.

Le vaccinazioni sono condizione minima per l’iscrizione ad asili nido e scuole materne, nella fascia d’età 0-6 anni, ma riguarderà anche scuole elementari, scuole medie e primi due anni delle superiori.

Prenotare in farmacia.

Le  famiglie potranno prenotare le vaccinazioni direttamente in farmacia, gratuitamente. Tutte le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite, non c’è nulla da pagare, nemmeno la prenotazione.

Esoneri? Decide solo il medico.

Sono esonerati dall’obbligo i bambini immunizzati per effetto della malattia naturale, per averla già contratta, o quelli che si trovano in specifiche condizioni cliniche. Anche i minori stranieri non accompagnati dovranno essere vaccinati; anche i migranti, dunque, saranno sottoposti a vaccinazione.

 Multe per i genitori inadempienti.

Papà e mamme che non vaccinino i figli rischiano sanzioni. E’ compito del dirigente scolastico segnalare la violazione alla Asl, che contatta il genitore per un colloquio, indicando modalità e tempi delle vaccinazioni da fare. Se il genitore non provvede, l’asl contesta formalmente l’inadempimento e commina sanzioni da 100 a 500 euro. Nella prima stesura della legge, le sanzioni erano molto più alte.

A settembre che succede?

Ci sono disposizioni transitorie per il prossimo anno scolastico. Per la fase di prima applicazione del decreto si prevede che entro il 31 ottobre 2017 per la scuola dell’obbligo e entro il 10 settembre per i nidi si presenti la documentazione dell’avvenuta vaccinazione. Inoltre: entro il 10 marzo 2018, nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Dall’anno 2019-20, invece, le cose diventeranno più semplici, i genitori non avranno aggravi: gli istituti dialogheranno direttamente con le asl per verificare lo stato vaccinale.

di Redazione

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