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Femminicidi giù del 40%, grazie allo stalking. I numeri di Gabrielli al Parlamento

Femminicidi: giù del 40%, ma si può fare di più. I numeri della Polizia, l’invito di Grasso

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Il femminicidio è “un reato gravissimo di particolare riprovazione e disvalore sociale: una efferata violenza che nasce spesso tra le mura domestiche, in famiglie apparentemente serene ma dilaniate da rapporti interpersonali distruttivi“. Così il presidente del Senato, Pietro Grasso,  ha definito le uccisioni di donne da parte dei loro mariti o fidanzati nel corso del suo intervento alla presentazione del libro “Orfani speciali. Chi sono, dove sono, con chi sono“. L’ex magistrato antimafia, oggi seconda carica dello Stato, va oltre: “Cittadini ed Istituzioni devonodare il proprio contributo per abbattere la sub-cultura dell’indifferenza e dell’omertà attraverso la denuncia e l’accertamento delle specifiche responsabilità.  Purtroppo  sono ancora troppi i casi di chi, per paura, vergogna, mancanza di mezzi o una pericolosa sottovalutazione, nasconde le violenze subite“, ha aggiunto.

I femminicidi, in effetti,  sono in calo. Ma questo non significa che la società deve e può abbassare la guardia. Resiste infatti “un’area oscura di abusi e maltrattamenti”.

A rivelare i numeri del tragico fenomeno e le possibili conseguenze è stato il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Ascoltato in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio del Senato, si è augurato che si possa “fare rete” tra mondo “della prevenzione, della repressione e le istituzioni che operano nel sociale” per abbattere il fenomeno.

CALO DEL 40% NEL 2017

Negli ultimi anni c’è stata una “progressiva riduzione dei femminicidi”, scesi dai 124 del 2011 ai 111 del 2016 (-11%). Il calo è stato maggiore nei primi cinque mesi dell’anno in corso, in cui si sono verificati 29 casi. L’assassino è nella stragrande maggioranza dei casi (53%) il partner  o l’ex partner (15%).

IL REATO DI STALKING FUNZIONA

Tra i moventi si registra un calo di quello passionale ed una crescita dei rancori personali. I nuovi strumenti di prevenzione messi a disposizione dal legislatore, prosegue Gabrielli, “hanno cominciato ad incidere sulla riluttanza delle vittime a denunciare”.

MENO PERCOSSE E VIOLENZE

I numeri evidenziano infatti un aumento delle denunce per atti persecutori, cioè lo stalking, (da 9.027 nel 2011 a 12.675 nel 2016), per maltrattamento (da 9.294 a 13.913). Calano invece quelle per percosse e per violenza sessuale: da 4.617 nel 2011 a 3.984 nel 2016, mentre nei primi 5 mesi del 2017 le denunce sono state 1.381 contro le 1.584 dello stesso periodo del 2016.

IMPOSSIBILE ARRESTARE TUTTI GLI STALKER

Secondo il Capo della Polizia, però, lo Stato non può “arrestare tutti gli stalker. Se la legge dice che al primo atto di stalkeraggio c’è  l’arresto, lo facciamo, ma poi servirebbe costruire altre carceri”.

di S.L.

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