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Silvia Salemi: "23, il mio nuovo cd, è uno stile di vita" (intervista)

Silvia Salemi: “23, il mio nuovo cd, è uno stile di vita” (intervista)

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Silvia Salemi è un’artista a suo agio sul palco. Lo è stata appena diciassettenne, quando ha esordito al Festival di Castrocaro (vincendolo). Si è dimostrata a suo agio anche nel 1997 quando è approdata a Sanremo, tra i “Big”, vincendo il premio della critica con la hit “A casa di Luca”. Nel frattempo si è dedicata alla famiglia ma ha anche sperimentato in televisione nelle vesti di giudice (Tra sogno e realtà) e conduttrice (Piccole luci); in questo periodo è la protagonista di una striscia settimanale intitolata “A Casa di Silvia” all’interno del contenitore pomeridiano “La vita in diretta – Estate”.

Ma Silvia Salemi è soprattutto una cantante e tiene a ricordarcelo pubblicando, a dieci anni di distanza dal precedente cd, un nuovo album intitolato “23”, come i suoi anni di carriera. Un lavoro – prodotto dalla stessa Salemi con Francesco Tosoni ed arrangiato da Francesco Torino – che svela il lato di un’artista – e soprattutto di una donna – oggi più matura e consapevole di sé.

Per la cabala il “23” rappresenta un numero di successo. Fa ben sperare per il tuo nuovo cd. Cosa dobbiamo aspettarci?
Io posso dire cosa ho cercato di dire con questo lavoro. “23 “ è uno stile di vita. Un CREDO. È un disco che racconta un modo di fare musica che non insegue le logiche di mercato che ti vorrebbero fuori ogni anno con un prodotto nuovo ma che ha seguito la logica del tempo che serve per far arrivare il momento migliore per essere realizzato e pubblicato. È un modo di sentire le canzoni a partire da quello che si ha dentro con il massimo rispetto verso la musica e chi la ascolterà, ma facendo la musica che piace non quella che va fatta.

In “Potrebbe essere” – singolo che ha anticipato l’uscita del cd – canti le imperfezioni di una storia d’amore. Per amare una persona quanto conta mettersi reciprocamente in discussione?
In amore conta mettersi in discussione ma conta anche moltissimo rispettarsi e rispettare. E non sperare che l’altro faccia cose per noi che non faremmo mai a noi stessi. Dobbiamo amarci prima di amare. Solo così potremo amare davvero.

L’album contiene una nuova versione di “A casa di Luca”, in occasione del ventennale dalla sua prima pubblicazione. Il testo parla della difficoltà che esistono nella comunicazione in un mondo moderno dove si ha sempre meno tempo per il contatto umano. Col passare degli anni il brano, se possibile, è diventato ancora più attuale?
Credo che questa canzone abbia saputo raccontare e interpretare una realtà che oggi è ancora più evidente, anticipando ciò che oggi viviamo davvero. Detto questo secondo me il destino dell’uomo è quello di isolarsi per poi riaggregarsi ciclicamente.

E tu che rapporto hai con il mondo del web?
Con il web mi diverto perché mi fa conoscere cose che altrimenti non conoscerei ma non lo vivo visceralmente. Se per un po’ non sono connessa non muoio… anzi apro un bel libro. E poi attraverso il web posso raggiungere chi mi segue da sempre e questo è per me un valore innegabile.

I video dei tuoi singoli– da “Pathos” passando per “Il mutevole abitante del nostro involucro” fino all’ultimo “Potrebbe essere” – sono curati, mai banali e scontati. Quanto è importante per te l’immagine?
L’immagine impatta tantissimo sulla nostra vita. Ed è un aspetto da non sottovalutare. Quando viviamo la nostra vita però dobbiamo pensare che l’immagine non sempre è la realtà. Perché spesso non vediamo ciò che dovremmo vedere ma cose montate o modificate. Riallacciamoci al nostro sentire prima che al vedere… è fondamentale.

Sei una di quelle cantanti che è arrivata a calcare i più grandi palchi facendo la gavetta, prima dell’avvento dei talent show. Cosa pensi di questo fenomeno?
I talent sono lo specchio dei tempi non possiamo né dobbiamo demonizzarli. Dobbiamo semmai condannare il fatto che spesso poi, chi esce da alcuni talent, viene prima osannato e poi abbandonato per la legge dell’ “avanti un altro”. Questo sì, non è tollerabile. Per il resto i talent sono occasioni come tante per venire fuori e farsi conoscere. Nulla da ridire.

Ti ritroviamo sicuramente più matura e più consapevole: c’è molta differenza tra la Silvia interprete e cantautrice di ieri e di oggi?
Credo di sì. Oggi canto ciò che sento senza filtri e canto come voglio cioè non urlando non facendo esercizi di stile ma solo emettendo il suono che serve a quella determinata canzone. Mi sono liberata del dover esser una “brava” cantante. Ormai voglio essere solo un’artista non filtrata . Questa consapevolezza arriva nel tempo.

Tra un cd e l’altro e gli impegni in tv sei diventata anche mamma di due bambine: hai trovato difficoltà nel conciliare impegni musicali e famiglia?
Quando erano piccole sì, ora molto meno, anzi mi aiutano molto nella gestione degli impegni. Sono grandiose. Sono figlie d’oro.

Un nuovo cd, “A casa di Silvia” in tv… Dobbiamo aspettarci altre sorprese?
Forse sì, nel mondo dell’editoria… ma questa è un’altra storia (ride n.d.r.)

di Sacha Lunatici (foto Sara Galimberti)

Guarda il video di Silvia Salemi “Potrebbe essere”:

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