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Banche venete, quanto vale lo "spezzatino"? Un colosso da 100mila posti. Ecco i numeri

Banche venete con Unicredit, quanto valgono? Un colosso da 100mila posti. Ecco i numeri

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Altre due banche “salvate” coi soldi pubblici, nuovi esuberi e tasse che salgono.

E’ in via di conversione, in Parlamento,  il  decreto scritto da Pier Carlo Padoan che serve a rendere possibile l’operazione di salvataggio della parte sana della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca.

Per evitare crack e chiusure, gli istituti sono stati divisi in due: la liquidazione della parte “malata” delle due sigle venete è finanziata coi soldi pubblici, attraverso risorse recuperate con un precedente decreto, e attraverso un contributo degli azionisti, Atlante per 3,5 miliardi, gli obbligazionisti subordinati per 1,2 miliardi.

Lo “spezzatino” è propedeutico all’eventuale passaggio della parte sana della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca al gruppo Intesa Sanpaolo. Il salvataggio avrà dei costi anche dal punto di vista dell’occupazione. Secondo i sindacati, l’operazione potrebbe lasciare sul terreno quasi quattromila posti. Il risultato, però, sarebbe un colosso bancario.  Le due banche venete ed Intesa insieme occuperebbero infatti centomila dipendenti, in seimila sportelli.

Le banche in via di salvataggio, come emerge dai bilanci 2016, oggi hanno circa 11.300 dipendenti dislocati in 980 sportelli: 5.366 dipendenti sono nella Popolare di Vicenza e 5.944 in Veneto Banca.

Gli esuberi. A Vicenza il piano al 2019 prevedeva circa 700 uscite, con 575 lavoratori potenzialmente prepensionabili con fondo esuberi, secondo la stima del sindacato Fabi. A Montebelluna le uscite nel piano al 2020 erano 180. Il colosso Intesa Sanpaolo ha oltre 89.100 dipendenti in Italia e estero con circa 1.000 uscite previste nel piano da qui al 2020.

La Banca Popolare di Vicenza ha 502 sportelli, 420 col suo marchio, 81 di Banca Nuova e uno di  Farbanca 1, distribuiti così: Nord Italia 334 sportelli; Centro Italia 84 sportelli; Sud Italia 84. La raccolta diretta è di 8,8 miliardi, quella indiretta 11,5 miliardi, il patrimonio netto è di 2,1 miliardi a fronte di perdite nette di 1,9 miliardi.

Il Gruppo Veneto Banca è più internazionale. Veneto Banca ha 324 sportelli,  BancApulia 86, Bim 29, Eximbank 18, Veneto Banka Croazia 8, Veneto Banka Albania 15. Centossessantaquattro sportelli sono nel Nord Est, 119 nel Nord Ovest 119; 50 nel Centro 50, 85 nel Sud 85, mentre 62 sono in altri Paesi: 21 in Romania, 18 in Moldavia, 15 in Albania e 8 in Croazia. Il gruppo ha una raccolta diretta bancaria di 20 miliardi, una indiretta di 21,8, un patrimonio netto di  1,8 miliardi tenendo conto delle perdite nette di 1,5 miliardi.

Il Gruppo Intesa San Paolo, che le potrebbe acquisire, è enorme. Ha quasi novantamila dipendenti, 5163 sportelli e, di questi, ben 1186 sono all’estero. La raccolta diretta bancaria è di 394 miliardi, quella indiretta 469 miliardi, mentre il patrimonio netto è  di 43,5 miliardi, incluso l’utile di 1,76 miliardi.

“Serve una soluzione immediata per le due banche e, più in generale, anche per le altre situazioni critiche del settore creditizio, affinché si eviti una crisi sistemica che avrebbe ripercussioni immediate e pericolose sull’economia reale, dunque sulle imprese e anche sulle famiglie”, scrive, in una nota, il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. “Seguiamo con attenzione e anche con non poca preoccupazione l’evolversi della trattativa tra il governo italiano e l’Unione europea che tuttavia non sembra vere sbocchi rapidi, ma si è perso troppo tempo negli ultimi mesi”, aggiunge. Critiche al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sono  arrivate sia dall’opposizione (Renato Brunetta, Fi, Massimo Corsaro, Fdi), ma anche dalla maggioranza che sostiene il governo (Pier Luigi Bersani, Mdp).

di Redazione

 

 

 

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