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Nuovo presidente (Rebecchini), nuova squadra: ecco chi "comanda" ora all'Acer

Nuovo presidente (Rebecchini), nuova squadra: ecco chi “comanda” ora all’Acer

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Sono particolarmente soddisfatto della composizione della squadra che mi affiancherà nella conduzione dell’Associazione, di un forte rinnovamento interno, con tanti giovani imprenditori chiamati a posizioni di responsabilità”.

Così il neo presidente dell’Acer, Nicolò Rebecchini, presentando i cinque vicepresidenti e il tesoriere per il quadriennio 2017-2021. Alla vice presidenza ai rapporti sindacali è stato chiamato Alessandro Minicucci, a quella delle Opere Pubbliche Antonio Ciucci, a quella dell’Edilizia Privata Filippo Berardelli, ai Rapporti Associativi Alessandro Cremonesi e al Centro Studi Gioia Gorgerino. Lorenzo Sette assume la carica di Tesoriere.

Sono certo che la nuova squadra di vertice sarà in grado di affrontare con competenza ed entusiasmo le sfide che abbiamo davanti come Associazione e come componenti della società civile. Lavoreremo con spirito di collegialità per un futuro migliore per la nostra città e per la categoria che rappresentiamo”, conclude Rebecchini.

La nuova squadra dell’Acer

Il neo presidente, eletto la settimana scorsa,  romano, classe ‘63, laureato in ingegneria, sposato con quattro figli, è a capo della Stile Costruzioni Edili S.p.A., società che dal 1961 opera principalmente nel settore dell’edilizia privata, con particolare riferimento alla trasformazione e al recupero urbano.

Sono orgoglioso di assumere la presidenza dell’Acer, consapevole delle sfide importanti ed onerose che ci attendono. Veniamo da anni difficili e faticosi, ma è il momento di reagire assecondando i tiepidi segnali di ripresa che da più parti si fanno sentire, abbandonando la visione disfattista del futuro. Vogliamo  essere i protagonisti di questo rinnovamento insieme a tutte le forze politiche e produttive di questa nostra città”, aveva aggiunto nel discorso di insediamento.

Punterò su una squadra composta per la prima volta da molti giovani, frutto del ricambio generazionale, che sia in grado di stare al passo con i cambiamenti tecnologici e organizzativi ai quali le nostre imprese sono chiamate ad adeguarsi e valorizzi, al  contempo, la nostra tradizione di settore trainante dell’economia romana”, aveva annunciato. E così è stato.

di Redazione

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