La scimmia della notizia

Film e partite “pirata” in streaming: arriva la stretta, chiusi 41 siti

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Trasmettere programmi in streaming, fare i “pirati”? Può costare molto caro anche oggi, nell’epoca delle stories di Instagram e dei live videos di Facebook.

Il tribunale di Milano ha infatti “chiuso” il sito LiveTv, che avrebbe trasmesso le partite di calcio, della serie A, in streaming.

Soltanto pochi mesi fa, le Unità speciali della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura di Roma, avevano sequestrato 41 siti web che trasmettevano illegalmente film e, soprattutto, di eventi sportivi di livello internazionale in diretta:

la Serie A di calcio, ma anche Premier League, Ligue1, Bundesliga, La Liga, Champions League, Formula 1 e Moto Gp e pure Wimbledon  e Australian Open per gli amanti del tennis.

La piattaforma finita oggi nel mirino era stata denunciata da Mediaset, che ha chiesto alla magistratura – per tramite del presidente Pier Silvio Berlusconi – per violazione dei diritti di autore.

Con provvedimento datato 8 maggio, si legge in una nota del gruppo di Cologno Monzese, il giudice del Tribunale delle Imprese di Milano, Silvia Giani, ha imposto a “tutti i fornitori di connessione alla rete” di adottare le “misure tecniche idonee a impedire la divulgazione dei contenuti protetti entro il tempo tecnicamente necessario e, comunque, non oltre 48 ore dalla ricezione della specifica segnalazione delle violazioni denunciate da Premium”.

Al Biscione sono molto contenti: “E’ una decisione importante, che recepisce le indicazioni della Corte di Giustizia Europea sulla tutela del copyright online”.

Con 17 pagine di motivazione, la Corte ha accolto integralmente le istanze di Premium, che rivendica l’esclusiva sulle partite.

Dopo aver chiarito che l’onere di segnalazione della diffusione abusiva di prodotti audiovisivi su siti internet spetta alla società ricorrente, in questo caso la società del gruppo Mediaset, il Tribunale – secondo quanto scrive l’azienda – ha imposto agli operatori telefonici e agli hosting provider l’obbligo di “impedire l’accesso ai siti internet con nomi a dominio LiveTV, presenti e futuri, imponendo anche una penale di 50mila euro per ogni violazione successivamente constatata”.

La Sezione Specializzata Impresa del Tribunale di Milano aveva già ordinato cautelarmente a un importante fornitore italiano di connessione internet di inibire a tutti i propri clienti l’accesso al portale Rojadirecta, che aveva trasmesso – secondo le accuse – gare di Serie A e Champions League.

I sequestri dei mesi scorsi, come spiegato dalla Finanza,  sono stati resi possibili grazie a innovative metodologie investigative, utilizzate per la prima volta in Italia per contrastare il fenomeno della pirateria audiovisiva.

Il “settore” causa un danno economico importante, stato stimato da Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (Fapav) in circa 500 milioni di euro.

Nel 2014, secondo la Federazione, sono state rilevate nella Penisola 1.239.000 visioni illecite, il tasso di diffusione della pirateria audiovisiva in Italia era del 37%.

La pirateria si muove nell’ombra a una velocità incredibile: sempre secondo Fapav il 34% dei prodotti cinematografici è già disponibile online illecitamente il primo giorno di programmazione nelle sale, mentre entro il primo weekend è invece online illegalmente il 58% dei film. 

 

di S.L.

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