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Zuckerberg ad Harvard: la tecnologia mangia posti di lavoro, rispondiamo coi sogni

Zuckerberg ad Harvard: la tecnologia mangia posti di lavoro, rispondiamo coi sogni

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Dodici anni dall’abbandono degli studi, dopo avere incassato qualche miliardo di euro, Mark Zuckerberg è tornato ad Harvard. Il fondatore di Facebook, divenuto uno degli imprenditori più ricchi e influenti del mondo, ha partecipato – dodici anni dopo – alla  cerimonia di laurea della classe 2017. Davanti alla futura elite degli Stati Uniti ha parlato di cambiamento climatico, migrazioni, uguaglianza. Il suo discorso è stato motivazionale, ma anche fortemente politico.

“Voglio parlarvi dell’avere uno scopo. Ma non sono qui per fare il solito discorso su come trovare uno scopo nella vita. Siamo millennials. E’ una cosa che proveremo a fare istintivamente. Invece sono qui per dirvi che trovare il vostro scopo nella vita non e’ abbastanza.

La sfida della nostra generazione è quella di creare un mondo in cui tutti ce l’abbiano”, ha esordito Zuckerberg, che molti sospettano volersi candidare alla Casa Bianca, tra cinque anni.

“Una delle mie storie preferite è quella di quando John F Kennedy è andato in visita alla Nasa, ha visto un uomo delle pulizie con una scopa in mano e gli ha chiesto cosa stesse facendo. L’uomo gli rispose: “Signor Presidente, sto contribuendo a mandare un uomo sulla luna”.

Avere uno scopo è quella sensazione di appartenere a qualcosa di più grande di noi, di essere necessari, di lavorare per qualcosa di meglio. Lo scopo è ciò che crea la vera felicità”, ha aggiunto. E ancora, rivolgendosi ai ragazzi:

“Voi state laureando in un momento in cui questo è particolarmente importante. Quando i nostri genitori si sono laureati, lo scopo veniva da un lavoro affidabile, dalla chiesa, dalla comunità, invece oggi la tecnologia e l’automazione stanno eliminando molti lavori”, ha ricordato. Gli effetti deleteri di questi cambiamenti non gli sfuggono.

“L’appartenenza alla comunità sta diminuendo, molte persone si sentono isolate e depresse e cercano di riempire quel vuoto. Nei miei viaggi ho incontrato ragazzi del carcere minorile e persone dipendenti da oppiacei, che mi hanno raccontato come la loro vita avrebbe potuto essere diversa se solo avessero avuto qualcosa da fare, un programma di dopo scuola o un posto dove andare.

Ho incontrato operai che sanno che i loro vecchi lavori in fabbrica non torneranno e stanno cercando nuovi posti di lavoro”, ha detto ai ragazzi.

Per tutte queste ragioni, quindi per fare fronte ai cambiamenti degli anni prossimi venturi, il fondatore di Zuckemberg, è necessario che tutti si rimbocchino le maniche, a partire proprio dai ragazzi che hanno potuto studiare:

“Impegnatevi in progetti significativi, perché la nostra generazione dovrà fare i conti con decine di milioni di posti di lavoro che dovranno essere sostituiti dall’automatizzazione. Ogni generazione ha un lavoro che la definisce; più di 300mila persone hanno lavorato per mandare l’uomo sulla luna, compreso quel signore delle pulizie.

Milioni di volontari lavorano per vaccinare i bambini contro la polio, in giro per il mondo. Milioni di persone si sono impegnate per costruire la diga di Hoover e fare altri grandi progetti che non solo hanno dato uno scopo alle persone che ci hanno lavorato ma hanno dato un senso di orgoglio a tutto il Paese. Adesso è il nostro turno di fare grandi cose”, ha detto, ancora, nel corso del suo discorso.

L’imprenditore visionario è pur sempre un ragazzo e, pertanto, ha parlato ai “colleghi” ragazzi usando la loro stessa cifra: “So che forse state pensando: “Non so come si costruisce una diga o come coinvolgere un milione di persone in una cosa”. Ma l’idea di un unico momento “eureka” è una bugia pericolosa.

Lasciate che vi dica un segreto: se avessi dovuto capire tutto sul modo in cui connettere le persone prima di iniziare, non avrei mai creato Facebook. Quindi cosa stiamo aspettando? Cosa ne dite di fermare il cambiamento climatico prima che distrugga il pianeta e dare a milioni di persone la possibilità di impegnarsi nella costruzione e nell’istallazione dei pannelli solari? Che ne dite di curare le malattie e chiedere a volontari di registrare i dati sulla loro salute e condividere i loro genomi? Oggi la spesa per la cura delle persone è 50 volte superiore a quella della ricerca. Cosa ne dite di modernizzare la democrazia, così che tutti possano votare online?”.

Il patron di Facebook, ricco al punto da contendere il titolo di “Paperone del mondo” a Bill Gates,  chiede un impegno contro le diseguaglianze: “Oggi abbiamo un livello di ineguaglianza che fa male a tutti. Quando non hai la libertà di prendere la tua idea e trasformarla in impresa, ci perdiamo tutti”.

Infine, l’invito ai ragazzi perché costruiscano “una grande comunità, dal momento che le nostre sfide più grandi hanno bisogno di risposte globali e nessun Paese può combattere il cambiamento climatico o le epidemie da solo”, ha concluso Zuckerberg.

di Redazione

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