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"Moglie e Marito", buona la prima. Intervista con il regista Simone Godano: "Favino e Smutniak mostri sacri"

“Moglie e Marito”, buona la prima. Intervista con il regista Simone Godano: “Favino e Smutniak mostri sacri”

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Buona la prima, si dice di solito. Nel caso di “Moglie e Marito”, il film con Pierfrancesco Favino, Kasia Smutniak e Valerio Aprea, il regista Simone Godano l’ha fatta proprio buonissima.

Nato trentanove anni fa a Roma, era alla sua prima prova con un lungometraggio, dopo due corti (“Il due novembre” con Silvio Muccino e Martina Stella nel 2001, “Niente orchidee” nel 2010 con Beppe Fiorello e Valeria Solarino, andato al Festival di Venezia), diverse trasmissioni televisive, si è trovato a gestire una sceneggiatura difficile come quella del film  prodotto da Matteo Rovere e Roberto Sessa, presentato in anteprima alla stampa  a Roma.

Una locandina del film, “Moglie e Marito”, dal 12 aprile nei cinema

Scritta da Giulia Steigerwalt racconta la storia di Sofia e Andrea (Smutniak e Favino) che, dopo dieci anni, pensano al divorzio e, in seguito a un esperimento scientifico, si ritrovano improvvisamente uno dentro il corpo dell’altra.

Distribuito dalla Warner Bros sarà nelle sale dall’11 aprile e ha tutte le caratteristiche – leggerezza con la quale affronta un tema serio come quella della parità di genere, ritmo e qualità dell’immagine e della recitazione – per diventare il film di maggior successo della stagione.

Dopo aver letto tutto d’un fiato la sceneggiatura, ho amato immediatamente e incondizionatamente “Moglie e marito”, come un colpo di fulmine per una donna”, spiega il regista.

Ho subito riflettuto su come raccontare questa storia, che poi è una storia d’amore, e ho pensato che erano i possibili approcci al film: preparare a tavolino ogni singolo dettaglio oppure tuffarmi e godermi il tuffo. Ho scelto la seconda strada, convinto che una grande libertà e un grandissimo divertimento sarebbero stati il traino ideale per questa pellicola”, aggiunge Godano, al quale tutti i protagonisti hanno riconosciuto, nel corso dell’incontro con la stampa, “grandissimo equilibrio e capacità di fare squadra”.

 

La conferenza stampa al CoHouse Apartment

Così è stato, perché la pellicola è decisamente divertente. “Ho sempre pensato che l’elemento trainante e “sorprendente” potesse essere quello di raccontare questa storia usando un timbro realistico, vicino ai personaggi, sincero; allora ho unito i diversi elementi lasciando gli attori liberi di vivere questa esperienza, costruendo attorno a loro un mondo stratificato che raccontasse la loro vita non solo presente, ma anche passata, trasformare quindi un supernatural, in un film sulle relazioni, sulla crisi, sull’amore che muore e rinasce attraverso la scoperta dei punti di vista reciproci”, ha aggiunge Godano, da poco padre di Leon.

La maggiore difficoltà l’hanno indubitabilmente incontrata quelli che chiama i “due mostri di bravura”, Piefrancesco e Kasia, costretti a recitare un uomo nel corpo di una donna il primo, una donna nel corpo di un uomo la seconda. E che corpi! “Sono due fuoriclasse, si sono prestati al gioco, e hanno reso facile ciò che non lo era”, ricorda Godano.

Favino si è detto sicuro che il film “piacerà molto” e che servirà “a molte coppie che lo andranno a vedere per conoscersi meglio, ragionare sull’immagine che hanno l’uno dell’altra“.

Oltre ai due protagonisti, forse i più internazionali tra gli attori del cinema italiano – che sembrano avere raggiunto un ottimo feeling sul set, parlano spiritosamente anche dell’intricata scena di sesso “al contrario” contenuta nel film – spicca il ruolo del “terzo incomodo”, Valerio Aprea. Già candidato al David di Donatello, tiene il registro comico dalla prima all’ultima battuta, assicura quello che il regista promette: “Un film realistico che parte da uno spunto di pura fantasia, reale e comico, demodè ma moderno, elegante ma sgangherato…”.

di Claudio Russo

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