La scimmia della notizia

Marcello Dell’Utri e i due esami universitari (per volta) in cella. La visita del forzista Giro

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Studia. “La sua cella e’ piena di libri ammucchiati in cestelli di plastica che in cucina si usano solitamente per ordinare gli alimenti”, rivela Francesco Giro. E non si è lasciato andare, anzi. “Studia e ha appena sostenuto un paio di esami universitari in storia medievale e storia delle religioni e sta preparando storia contemporanea e storia dell’editoria.

Dell’ultimo esame lo ha colpito molto la robustezza liturgica della chiesa ortodossa”. Marcello Dell’Utri, ex manager Publitalia, poi senatore e ascoltato consigliere di Silvio Berlusconi è in carcere da quasi tre anni, ci resterà almeno per altri venti mesi.

Dopo un malore per uno scompenso cardiaco avuto a maggio del 2016 nel carcere di Parma è stato trasferito a Rebibbia, il carcere romano più “famoso”.

Il senatore forzista lo ha raggiunto nel braccio dove è detenuto nel giorno di Pasquetta, ha voluto incontrare l’ex collega parlamentare, l’ex consigliere regionale Luca Gramazio e altri detenuti.

“Ero accompagnato dall’ispettore di polizia penitenziaria Luigi Giannelli, un uomo buono, meraviglioso, completamente impegnato nella vita carceraria con i suoi drammi e le sue piccole speranze”, ricorda ora Giro.

Innanzitutto le rassicurazioni per chi sta fuori. “Marcello Dell’Utri sta bene; mentre entravo nella sua piccolissima cella Marcello stava rispondendo con bella grafia all’ennesima lettera di una persona comune che gli manifestava solidarietà”, racconta, pubblicando una piccola cronaca della visita sul suo profilo Facebook. L’ex senatore non è più giovanissimo, ha problemi di salute, tutti i capelli bianchi.

“Si lamenta solo di non potere usare una penna di calibro maggiore della classica BIC, troppo sottile per la sua mano dolorante. Ma il regolamento carcerario non lo consente”, scrive ancora.

Giro ha incontrato dentro l’istituto anche Luca Gramazio, finito in manette nel giugno 2015 con l’accusa di corruzione aggravata dal favoreggiamento mafioso per l’inchiesta di “Mafia Capitale”. La sua storia è se possibile ancora più triste.

Il senatore Francesco Giro, Forza Italia. Foto da Facebook

La moglie ha partorito quando lui stava già in carcere, non ha mai conosciuto il figlio perché non vuole che  la mamma e il bambino varchino la soglia di Rebibbia. “E’ in buona forma. Dimagrito ma tonico; secondo me abusa con le sigarette”, ricorda Giro.

“Mi chiede di tutti, si informa di tutto. Amici parenti militanti, che hanno intasato la mia mail”, aggiunge il parlamentare che è a capo dei Dipartimenti di Forza Italia. Scrive ancora il “visitatore”: “E’ il Luca di sempre: energico e vitale. Dovrebbe arrivare finalmente a sentenza a luglio dopo due anni di carcere preventivo duro, durante i quali si è rifiutato di conoscere suo figlio Valerio nato nel 2015 quando lui entrava in carcere. Luca salutandomi si è raccomandato: “Confido in te Francesco: serenità e compostezza””.

 di Redazione

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