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Si autosospende la deputata M5s Giulia Di Vita, miss "restituzione"

Si autosospende la deputata M5s Giulia Di Vita, miss “restituzione”

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Giulia Di Vita dall’inizio della legislatura ha “restituito” oltre 215 mila euro di quelli percepiti come stipendio dalla Camera, come deputata dei Cinquestelle. Nella “classifica” dei più generosi l’eletta in Sicilia era sul podio, al terzo posto.  Che succederà ora che si è dovuta sospendere dal gruppo del Movimento 5 Stelle? Ad annunciare l’addio è stata la stessa deputata, sulla sua pagina Facebook. Come aveva già fatto il collega – ex capogruppo, lui, addirittura – Riccardo Nuti, sabato scorso, anche lei ha scelto di non attendere la raccolta firme e la successiva decisione del gruppo pentastellato della Camera e si è autosospesa in attesa che si concluda la vicenda giudiziaria palermitana sulle firme false.

L’inchiesta coinvolge, oltre a Di Vita e Nuti anche Claudia Mannino. I tre deputati sono già stati sospesi dal Movimento, ma non dal gruppo parlamentare. Era stato lo stesso Beppe Grillo, nei giorni scorsi, a chiedere ai 5 Stelle di svolgere una verifica su possibili nuove sanzioni nei loro confronti e, soprattutto, a chiedere al gruppo della Camera di attivare le procedure per la sospensione dei tre deputati.

Di Vita, che ha già annunciato che si dimetterà da deputata qualora dovesse essere condannata in primo grado, spiega sul social network più usato dai penta stellati: “Faccio mie le parole di Riccardo Nuti, di cui apprezzo infinitamente il gesto che condivido in toto, e ho deciso anche io, infatti, di autosospendermi dal gruppo parlamentare per tutta la durata della mia sospensione dal M5S. Ritengo che il gruppo parlamentare del MoVimento non debba impiegare tempo ed energie in questo modo, prestando il fianco al sistema politico-mediatico già pronto ad approfittare di occasioni del genere per strumentalizzare qualsiasi cosa e alimentare il solito teatrino messo su per tentare di attaccare il M5S”.

L’inchiesta che la coinvolge è quella sulle firme false che sarebbero state apposte sotto la proposta di candidatura dell’ex candidato sindaco del capoluogo siciliano. “Come sempre, mi affido alla magistratura,  per provare definitivamente la mia estraneità ai fatti di cui vengo accusata, nel frattempo resta immutato, se non rafforzato, il mio costante impegno politico ispirato ai principi del MoVimento 5 Stelle in cui non ho mai smesso di credere da 10 anni a questa parte”, aggiunge.

La deputata sembra convinta di riuscire a dimostrare la sua estraneità al punto che, come puntualizza nello stesso post, continuerà ad auto decurtarsi lo stipendio. “Continuerò a restituire parte dello stipendio destinandolo al fondo, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, dedicato al microcredito e a cui ho gia’ versato oltre 215.000 euro da inizio legislatura ad oggi”, ha garantito. Nel mese di dicembre, ultimo rendiconto già disponibile sulla piattaforma di Beppe Grillo, la deputata dichiara di avere ricevuto come stipendio netto 5246 euro, di averne trattenuti 3200 e di averne restituiti 1978.

di Redazione

 

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