La scimmia della notizia

G8 di Genova, c’era un agente infiltrato tra i black bloc: mister Richardson

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In un Parlamento, quello inglese, a 16 anni dal G8 di Genova, è uscita finalmente la verità. La polizia britannica, incalzata da una commissione parlamentare d’inchiesta, ha ammesso che tra i black bloc che devastarono il centro della città ligure c’era anche un loro agente, Rod Richardson.

Richardson, che aveva preso in prestito il nome a un bimbo morto pochi giorni dopo la nascita, visse sotto copertura tra i movimenti anarchici inglesi per almeno quattro anni e si era fatto immortalare in posa davanti a una barricata, coperto da un caschetto, una mascherina da saldatore e una maschera antigas.

A dare notizia dell’ammissione della Polizia britannica è stato il Guardian. “L’avevamo detto subito sedici anni fa: “Tra i Black Bloc ci sono infiltrati e agenti provocatori”, ora la conferma ufficiale proviene da Londra, da una commissione d’inchiesta presieduta da un magistrato”, ha commentato Vittorio Agnoletto, già portavoce del Gsf, poi eurodeputato di Rifondazione comunista.

Cosa ha fatto durante gli scontri del G8 e che ruolo ha avuto Rod Richardson? La polizia metropolitana di Londra ha rifiutato di rispondere. La commissione d’inchiesta non sa neppure chi sia in realtà Richardson. Il Guardian ha però rintracciato la madre del vero Rod Richardson, nato il 5 gennaio del 1973 e morto lo stesso giorno al St George Hospital di Tooting, per problemi respiratori. “Riteniamo che un ufficiale di polizia abbia rubato l’identità del bimbo”, ha spiegato l’avvocato della famiglia Jules Carey davanti alla commissione, e che il nome “sia stato impiegato sotto copertura almeno dal 2000 al 2003”.

Dopo quell’anno, infatti, l’agente sarebbe partito per un viaggio in Australia e, dopo aver scritto ad alcuni amici che si stabilirà lì perché la compagna ha trovato un lavoro all’università, nessuno ne ha più sentito parlare. A certificare il suo passaggio da Genova nei giorni del 2001 ci sono svariate testimonianze e alcune fotografie, fornite da alcuni ex compagni di lotta, sotto choc dopo la rivelazione dell’identità del finto attivista. Una delle immagini ritrae il poliziotto davanti a un’auto in fiamme in Corso Italia, una delle micce che scatenò successivamente le cariche della polizia.  

In un’altra foto Richardson appare bardato con le coperture delle tute bianche, in una zona che presumibilmente potrebbe essere compresa tra via Tolemaide e corso Torino. La rivelazione è il risultato di anni di lavoro della commissione guidata dal magistrato inglese Sir Christopher Pitchford, il cui mandato era di fare luce sull’uso disinvolto degli agenti undercover infiltrati dalla polizia britannica.

 

Di Redazione

 

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