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Dibba, poi De Rosa e Sibilia: ecco i recordmen delle sospensioni dall’Aula

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L’ultimo episodio riguarda 42 eletti del Movimento 5 stelle sanzionati. Ai 19 deputati che hanno tentato di fare irruzione nell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio mentre di discuteva di vitalizi è toccata la pena massima per “attentato alle istituzioni”, quella di 15 giorni di sospensione, ma altri 17 grillini sono stati sospesi per 5 giorni. La loro colpa è stata quella di essersi radunati  all’esterno della sala dove si teneva la riunione di presidente, questori e segretari di Montecitorio mentre veniva approvata la proposta sui vitalizi dell’esponente democratica e vicepresidente, Marina Sereni, a scapito di quella targata M5S.

Quelle per i “tumulti” del 22 marzo non sono però le uniche sospensioni decise dai due rami del Parlamento nei confronti di deputati e senatori eletti col Movimento fondato da Beppe Grillo dal giorno del loro ingresso in Parlamento.

Il recordman è Alessandro Di Battista, con oltre 60 giorni totali di “punizione”: “Ho avuto 65 giorni totali di espulsione dalla Camera di cui 15 per aver occupato quel tetto lassù. Manifestazione non violenta che ci consentì di prendere tempo ed evitare, durante il governo Enrico Letta, quella riforma costituzionale che poi ha provato a fare Matteo Renzi”, ricorda.  

Il riferimento è alla protesta che vide protagonisti 12 deputati del Movimento 5 Stelle, i quali a inizio settembre 2013 salirono sul tetto di Montecitorio per protestare contro il ddl sulle riforme costituzionali esponendo uno striscione con la scritta “La Costituzione è di tutti”.

I giorni di sospensione per i parlamentari in realtà furono 5, ma l’istruttoria aperta dell’Ufficio di Presidenza calcolò un costo di 3.380 euro per l’azione dimostrativa condotta dai 5 Stelle. Dietro di lui, ci sono altri eletti. Con 27 giorni di stop inseguono Giorgio Sorial, Gianluca Vacca e Giuseppe L’Abbate, mentre sono 10 invece i giorni di sospensione affibbiati come punizione  ai 29 parlamentari protagonisti della bagarre in Aula durante il question time, mentre sono stati sanzionati a 12 giorni i deputati che, con cartelli di protesta, si erano avvicinati ai banchi della Presidenza. “Ho preso 30 giorni di sanzione per aver fatto ciò per cui mi avete dato il privilegio di battermi”. ha detto.

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio, da Instagram del M5S

 Dieci giorni per aver mostrato un cartello in Aula, 5 per aver stazionato davanti all’Ufficio di Presidenza e 15 per essermi introdotto all’interno dello stesso a portare la nostra, e la vostra, indignata voce”, ha commentato via blog Massimo De Rosa. Sospensioni arrivarono in seguito ai disordini del 29 e 30 gennaio 2014, quando l’Aula discuteva del decreto Imu-Bankitalia. Ci furono sospensioni  per 22 deputati M5S, per Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia, per l’eletto con Scelta Civica,  Stefano Dambruoso, sanzionato per uno spintone alla deputata Loredana Lupo del M5s, mentre una sua collega, Silvia Benedetti, diede un morso a un commesso di Montecitorio.

 

 Il record di sospensioni per i grillini, che equivalgono ad una sanzione economica, risale al 2015. Nel corso della lunga seduta dell’11 febbraio furono puniti 59 deputati M5S su 66. In quel giorno il più sanzionato risultò Carlo Sibilia, colpito da 24 giorni di espulsione per essersi rivolto alla presidente di turno, Marina Sereni, chiamandola “serva!”.

 

Di Redazione

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