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Anche gli animali (vermi compresi) sono mancini. Lo studio all'Accademia dei Lincei

Anche gli animali (vermi compresi) sono mancini. Lo studio all’Accademia dei Lincei

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Chi poteva immaginarlo: non solo gli uomini, ma anche (alcuni) animali sono mancini. La dominanza manuale della destra sulla sinistra non è infatti una prerogativa della sola specie umana: anche pesci, uccelli, insetti come per esempio le api e perfino i vermi possono essere mancini e hanno il cervello diviso in due emisferi ai quali afferiscono diverse funzionalità destre e sinistre.

A rivelare nuovi dettagli sono i relatori della conferenza internazionale Handedness facts: from evolution to neuro sciences che è in corso all’Accademia dei Lincei. Negli uomini la prevalenza manuale dei destri è del 90% rispetto ai mancini, mentre risulta minore in tutte le altre specie, un poco più alta nei primati, più bassa negli altri.

Anche tra le popolazioni umane nel corso dell’evoluzione si notano differenze, ad esempio nelle popolazioni primitive che non avevano un linguaggio la differenza è meno significativa, questo può indicare che la componente ambientale influenza significativamente la dominanza manuale.

L’Accademia dei Lincei, sul lungotevere a Roma

“Nonostante la mano umana sia stata una fonte di attenzione e fascino nel corso della storia la scienza sta ancora cercando di spiegare i meccanismi che regolano una delle sue funzioni di base, la dominanza manuale”, spiega il professor Umberto Castiello dell’Università di Padova. “Analizzando le somiglianze tra la dominanza manuale umana e le asimmetrie mostrate da altre creature nel mondo animale emerge chiaramente che la distribuzione della preferenza e della dominanza sono nettamente spostate a destra.

La lateralità è presente in tutte le specie a prescindere dalla complessità e dalla dimensione del cervello”, aggiunge il neuro scienziato. Le ricerche non hanno solo scopo divulgativo: approfondire la conoscenza di questi fenomeni e di come il cervello suddivide le funzioni destra e sinistra potrà infatti essere utile allo studio di disturbi neurologici, psichiatrici e anche all’autismo, per il quale si stanno sperimentando marker precoci sulla lateralità del cervello già a livello fetale. E’interessante notare, per esempio, due giorni dopo la domenica dedicata in tutto il mondo al sostegno e alla sensibilizzazione sul tema dell’autismo,  che tra gli autistici appare una maggiore frequenza dei mancini. Una importante applicazione di questi studi riguarda anche lo sviluppo di protesi e robot per gli amputati, che utilizzano i segnali del cervello per comandare arti artificiali.

di Redazione

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