La scimmia della notizia

Forza Italia e il “ritorno al futuro”: corteggia Cesa e la “sua” Udc

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Chi poteva immaginare che quel marchio un po’ decotto, quello dell’Udc, potesse ritrovare centralità? L’idea è venuta al Cavaliere che, nei giorni scorsi, ha incontrato a Roma il segretario del partito che ha esibito fiero lo scudocrociato per tutta la Seconda Repubblica e fu fondato da Pier Ferdinando Casini, che poi è Lorenzo Cesa.

Se le strade del presidente e del segretario – bolognese il primo, del Frusinate il secondo – si sono divise ai tempi del referendum costituzionale di dicembre, è l’europarlamentare l’interlocutore che Silvio Berlusconi ha scelto di vedere per “ricostruire” la “gamba moderata”  della coalizione di centrodestra, nel solco del Ppe.

L’ex premier ha spiegato di immaginare l’Udc, che fu alleata per tre legislature con Forza Italia prima e il Popolo delle libertà poi, come strumento per “coinvolgere tutti i cespugli centristi nati in questi anni, fuoriusciti dal Pdl, dai verdiniani, agli alfaniani”.

Non si tratterebbe di costituire un grande centro o di ritornare alla Balena Bianca, ma dare vita ad un contenitore di area centrista con numeri capaci di compensare quelli della cosiddetta “ala sovranista” costituita da Lega Nord e Fratelli d’Italia.

Il fondatore dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, è presidente della commissione Esteri del Senato. Foto Udc

Gli strumenti per arrivare a questo obbiettivo dipenderanno comunque da che tipo di sistema di voto ci sarà: se la nuova legge elettorale promuoverà la costituzione di coalizioni o di una lista unica.

Nel primo caso e con il ritorno al proporzionale, il progetto avrebbe vita più facile. Cesa avrebbe dato la disponibilità ad un accordo, rivendicando però il diritto ad utilizzare il simbolo del partito.

Nell’ottica di ricostruire un polo di centro vengono lette le grandi manovre in corso soprattutto al Senato, che hanno già consentito di riportare nell’alveo del centrodestra targato Ppe alcuni “big” come l’ex presidente del Senato Renato Schifani, l’alfaniano Giuseppe Esposito, il verdiniano Riccardo Conti, il leader di Popolari per l’Italia Mario Mauro.

Nei prossimi giorni sono annunciati nuovi “ritorni”, tanto più che la componente che fa capo all’ex ministro Raffaele Fitto, che ora si chiama Direzione Italia, ha perso i numeri sufficienti a costituire un proprio gruppo.

Conferma i “movimenti”, ma li interpreta diversamente un altro ex democristiano “berlusconiano” come Gianfranco Rotondi, che del Cavaliere è stato ministro per l’Attuazione del Programma: “Ho partecipato al tavolo dove abbiamo discusso con Berlusconi, Cesa e Buttiglione di un progetto politico, ma non di un’economia di scala per la gestione di pezzi di ceto politico…. Esiste una federazione tra Forza Italia e Rivoluzione Cristiana, e l’auspicio è di allargarla all’Udc con cui cresce una naturale sintonia”.

 

Di C.R.  

 

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