Ingredienti del vino, anche se cambiano? La rivolta dei produttori contro l'Ue

Ingredienti del vino, anche se cambiano? La rivolta dei produttori contro l’Ue

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Ci risiamo, la Commissione europea sta causando una nuova rivolta (pacifica, per fortuna), ed è quella dei produttori di vino. L’organismo ha formalmente inviato ai produttori di alcolici un documento che li obbligherà a redigere, nell’arco di un anno, un codice di autoregolamentazione che fornisca ai consumatori i classici dati di base su ingredienti e valori nutrizionali dei loro prodotti. In parole povere, anche sulle etichette dei vini ci dovrà essere l’elenco dettagliato degli ingredienti e, soprattutto, l’apporto calorico che un bicchiere può dare al consumatore.

“Questo rapporto sostiene il diritto dei consumatori nell’Unione europea a essere pienamente informati su cosa bevono”, ha commentato il commissario europeo alla Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis. A chi ha protestato, ha risposto di non avere “trovato alcuna giustificazione all’assenza della lista di ingredienti sugli alcolici”. Le normative generali attuali sull’etichettatura delle bevande nell’Ue, entrate in vigore nel 2014, risalgono a una direttiva del 2011 che prevede l‘obbligatorietà delle voci sovra citate per tutti i cibi e bevande, con una accezione sulle bevande alcoliche con gradazione superiore all’1,2%.

Botti di vino: i produttori sono in rivolta (Da Instagram)

L’Ue rileva che alcuni produttori già adesso forniscono queste informazioni e che alcuni Stati membri hanno previsto normative più stringenti che creano obblighi in tal senso, ma  la palla passa ai produttori che, però, protestano. “Per sua natura il vino cambia da un anno all’altro, anche durante il processo di maturazione e contrariamente ad altri prodotti industriali, non esiste una ricetta prefissata, pr questo sarà necessaria una soluzione ad hoc”, risponde Jean-Marie Barille’re, il presidente della Ceev, organizzazione che rappresenta l’industria del vino Ue. Lo stesso vino, in due vendemmie diverse, potrebbe avere composizione differente. Per questa ragione, secondo i produttori, l’obbligo di produrre etichette nuove ogni anno comporterebbe un aggravio dei costi inutile per i produttori.

“Non alziamo barricate, ma anzi siamo propositivi”, ha risposto Paolo Castelletti, segretario generale dell’ Unione Italiana Vini (Uiv). Il problema non sono tanto “i valori nutrizionali”, dice, ma gli ingredienti. “Sarebbe impossibile prevedere etichette diverse per ciascun Paese anglofono, francofono, e via dicendo. Va poi chiarito cosa è un ingrediente: come va indicato ad esempio il lievito selezionato usato in cantina rispetto al lievito dell’uva o la bentonite che è un coadiuvante di processo? Meglio allora pubblicare queste informazioni sui siti internet”, conclude Castelletti.

di C.R.

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