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Brexit, ci siamo: appuntamento al 29 aprile. Cosa prevede l'art. 50

Brexit, ci siamo: appuntamento al 29 aprile. Cosa prevede l’art. 50 del Trattato

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Sembrava impossibile, invece ci siamo: il Regno Unito esce dall’Unione Europea, la Brexit è realtà. Ma come hanno fatto i sudditi della Regina Elisabetta, sulla base di quali leggi o regolamenti? Lo spiraglio l’ha aperto l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea, che prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall’Ue.

La “trafila”  è questa: il Paese dell’Unione che scelga di andarsene deve notificarlo al Consiglio europeo, il quale presenta i suoi orientamenti per la conclusione di un accordo volto a definire le modalità del recesso.

Questo accordo è concluso a nome dell’Unione europea dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata dopo l’approvazione del Parlamento europeo. “Si terrà il 29 aprile prossimo il vertice straordinario dell’Ue a 27 dedicato alla Brexit”, ha annunciato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk.

L’uscita non è irreversibile: qualsiasi Stato uscito può chiedere di aderirvi nuovamente. Se un ex Stato membro cercasse di rientrare sarebbe soggetto alle stesse condizioni di qualsiasi altro paese candidato.

Un manifesto per la Brexit, da Instagram

I trattati cessano di essere applicabili a tale Stato a partire dalla data di entrata in vigore dell’accordo o, in mancanza, entro due anni dalla notifica, a meno che lo Stato e il Consiglio europeo siano d’accordo nel prorogare tale termine. Ma se uscire volontariamente dall’Unione è possibile, non si può esserne espulsi.

L’articolo 7 del trattato prevede la sospensione di taluni diritti di uno Stato membro, se uno Stato attua persistentemente “violazioni” circa i principi fondatori dell’Unione.

Il risultato del referendum dello scorso anno. David Cameron si dimise da premier

“Personalmente avrei preferito che il Regno Unito non avesse deciso di lasciare l’Unione, ma i cittadini britannici hanno deciso altrimenti”, ha aggiunto Tusk.

“La priorità per i negoziati è creare chiarezza per i cittadini e le imprese, ridurre al minimo i disagi”, ha concluso. Theresa May, premier britannica e leader del partito Conservatore, ha ribadito che “sovranità” e “indipendenza” sono le parole chiave di questo momento storico per il suo Paese, ha parlato di “una visione ambiziosa per la Gran Bretagna, dopo Brexit”, di essere “ottimista” perché il suo Paese possa  avere “un nuovo ruolo nel mondo”.

di C.R.

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