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Spalloni in abito talare e rotoloni di contanti: ecco i reati di Città del Vaticano

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Spalloni in abito talare, contrabbandieri di contante attraverso i confini dello Stato più piccolo del mondo.  Dal 2013 al 2016 l’Ufficio del promotore di giustizia della Città del Vaticano ha emesso 10 provvedimenti di sequestro di beni per un ammontare complessivo di 11 milioni 297 euro, un milione e 12 mila dollari e 320 mila sterline. E di questi ben un milione 132 mila euro e 960 mila dollari. A riferire le cifre – incredibili –  è stato Gian Piero Milano, promotore di giustizia del Tribunale della Città del Vaticano sottolineando nella relazione di apertura dell’Anno Giudiziario “l’intensificato impegno degli organi investigativi e di quelli inquirenti vaticani” in materia di “criminalità finanziaria”.

Prima Benedetto XVI, poi Papa Francesco hanno dichiarato guerra agli abusi e agli accessi della finanza creativa nello Stato della Santa Sede, scritto leggi che riportassero la monarchia “in Europa”, togliendogli lo status precedente di piccolo “paradiso fiscale”.

 

“Per ciò che riguarda la struttura dei reati che ne sono oggetto”, il capo dei magistrati vatcani, ha citato “in particolare il riciclaggio, sia per i tempi e le modalità di espletamento delle attività di indagine, anche per ciò che riguarda il fattore temporale” seguito da “evasione fiscale, truffa, bancarotta fraudolenta, corruzione”.

Nel piccolo Stato ricamato nel cuore di Roma, dove abitano i Pontefici e ha sede la Cei, ci sono stati scippi e rapine, ma, addirittura, crimini informatici e hackeraggio. Anche queste fattispecie di reato sono citate nella relazione per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2017. Da ricordare anche le azioni di contrasto ai crimini informatici (es. oscuramento di siti web contenenti aspetti diffamatori per lo Stato e/o per la Santa Sede; chiusura di account di posta elettronica utilizzati in tentativi di truffa) e al furto o manomissione di dati riservati (cd. hackeraggio)”, ha aggiunto Milano, ringraziando il Corpo della Gendarmeria.

 

Di Redazione

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