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Il pomeriggio di Maria Elena Boschi non è Normale. Contestazioni per la sua lezione a Pisa

Il pomeriggio di Maria Elena Boschi non è Normale. Contestazioni per la sua lezione a Pisa

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E’ un onore per me essere qui per parlare della frontiera dei nuovi diritti; la sfida di questo secolo è la parità di diritti tra uomo e donna, parità di diritti che sembra acquisita ma che nella quotidianità non lo è pienamente, se è’ vero che in Ue c’è’ un divario stipendiale che, a parità di mansione e di preparazione, raggiunge il 17%”. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi apre con queste parole la sua “lezione” alla Scuola Normale di Pisa.

Dentro la sala in cui si tiene la conferenza, prima uscita pubblica importante dopo la sconfitta al referendum costituzionale dell’ex ministro, convocata nella giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili arriva l’eco della protesta che si svolge in piazza dei Cavalieri. “Non ti vogliamo in Toscana, a Pisa non ti vogliamo: resta a Laterina!”, è la frase urlata da uno dei manifestanti del Comitato vittime delle banche contro l’ex ministro, in tailleur nero e camicetta bianca.

I partecipanti alla protesta sono stati poche decine, ma presidiano la piazza sotto la Normale con slogan e striscioni. Visto il clima, l’attuale sottosegretario e braccio destro prima di Matteo Renzi e oggi di Paolo Gentiloni, è blindata dentro: anche la stampa è stata fatta accomodare in una saletta attigua a quella della conferenza.

Boschi, addirittura, è stata fatta entrare da un ingresso laterale del prestigioso Ateneo dove, tra l’altro, hanno studiato Massimo D’Alema e Fabio Mussi. “Il nostro è un tempo caratterizzato dalla paura: paura per la percezione di insicurezza, paura per chi professa altre religioni, paura anche di quello che mangiamo, dei cambiamenti climatici. Questo è normale. Ma è preoccupante che chi ha la responsabilità di governare faccia della paura una linea politica, cavalchi la paura per impegno politico”, ha proseguito l’avvocata-deputata nel suo intervento. Le proteste sono state messe in atto da due gruppi distinti, uno di universitari e l’altro delle “vittime del decreto Salvabanche”.

Alcuni studenti universitari hanno esposto uno striscione su cui c’è scritto “Cara Boschi, quali pari opportunità? Salvate le banche per tagliare scuola, università, salute, sociale! Che schifo!”’ Gli altri, invece, se la sono cacata con una foto dell’ex ministra e un cartello: “Noi siamo vittime del Salva banche, ma non ci fermeranno mai. Siamo persone perbene e siamo stati truffati: la signora Boschi e il signor Renzi ci devono restituire i nostri soldi”. Per l’ex ministro delle Riforme, che ha mantenuto rispetto al governo precedente le sole deleghe alle Pari Opportunità, non è un periodo facile. Il sito “Matteofacose”, per esempio, l’ha scelta come protagonista frequentissima delle sue vignette. Eccone alcune.

Da Instagram
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di Redazione

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