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Marracash e Guè Pequeno contro Fedez; è dissing totale. Ecco cosa è successo

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“Era tutto preparato”, si sfoga Fedez. Ma ormai il dissing più virulento nella storia del rap italiano era partito, via Instagram Stories. Che tra lui e i due ex amici Marracash e Guè Pequeno (quest’ultimo aveva addirittura prodotto un album del giovanissimo Fedez) non scorresse buon sangue era cosa nota, specie dopo che i due colleghi più “anziani” avevano infarcito un brano del loro ultimo album “Purdi” di rime che sembravano dedicate al giovane conduttore di X Factor, ma, sino ad oggi, i dissapori erano rimasti lì, nelle canzoni.

Sabato 14 gennaio  Marracash e Guè Pequeno, entrambi colonne della Dogo Gang, storico “marchio di Milano”, avevano rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera nella quale, parlando di altri artisti, hanno lanciato una frecciatina a Fedez e al suo collega J-Ax, già leader degli Articolo 31, oggi cofondatore col “fratello” più giovane di una etichetta discografica che produce tra gli altri Rovazzi.

“Non sono rapportabili a noi; basta guardare alle rime e agli artisti con cui collaborano per capire che sono una forma di pop che si maschera da rap. Fedez è una macchina da guerra del business, glielo riconosco, ma il mio fare musica ha altri obiettivi”, ha attaccato Marracash, che ama farsi chiamare “re della Barona”.

Rincara la dose Guè, che da tempo vive a Lugano e si trova in Sudamerica: “Non è un delitto fare soldi, ma io lo dico chiaramente. Non voglio essere un politico, un attivista sociale o altro. Se invece hai la piscosi che ti fa vivere per il clic, sui social finisci col dire tutto e il contrario di tutto, preghi per Aleppo, preghi per i terremotati quando in realtà preghi per i soldi…”.

Fedez, che si è girato tutte le sfilate con la fidanzata-stilista Chiara Ferragni, deve avere perso la brocca e ci è cascato. Attraverso un breve video su Instagram Stories ha replicato: “Deve essere frustrante fare le interviste ed essere costretti sempre a pronunciare il nostro nome perché altrimenti non vi ca***o e nel titolo il nostro nome e più grosso del vostro. E poi ieri ti vedo dal vivo (riferito a Marracash ndr), ti dico che sei un co***one e abbassi la faccia”.

Poi, di lì a qualche secondo, la rivendicazione dei numeri. “Comunque, giusto per ribadire, il nostro tour ha venduto più di 100 mila biglietti, e non è ancora uscito il disco, la terza data del Forum di Assago è quasi sold-out e presto ne apriremo una quarta. Fa male, vero?”, ha concluso  mostrando il dito medio.

Marracash ha controreplicato anche lui via Instagram, con un video, smentendo il racconto di Fedez: “A quanto pare al nano con la sindrome di Napoleone è partita la nave sui social, ha inventato ca***te . Innanzitutto, come parli? Sembri un cummenda. In secondo luogo, tu ieri mi hai visto, mi hai detto che sono un co***one e io ho abbassato lo sguardo, ma dove?”. “Ieri alla sfilata eri seduto davanti a me e non mi hai mai guardato. Ci sono miliardi di testimoni che possono dirlo. Sei l’unico babbo della storia dell’umanità che va alle sfilate di moda con il bodyguard. Ripigliati!”.

A dar man forte al collega, è arrivato anche Guè Pequeno, con un’imitazione del cantante di “Vorrei ma non posto”, girata su una spiaggia di Santo Domingo, che è diventata virale online, conclusa con l’ennesimo insulto.

Fedez, a un certo punto, si è accorto che tutto si stava trasformando in un gigantesco spot per il tour dei due e, forse, anche per l’album (suo e di J Ax in uscita): “Ovviamente, vi siete scatenati perché non vedevate l’ora di cavalcare questa cosa. A me non interessa dimostrare chi ha detto meno. I testimoni ce li ho. Se vuoi hai il mio numero. Chiamami”.

di Redazione

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