La scimmia della notizia

Beppe Grillo molla l'Ukip di Farage e si iscrive tra gli europeisti dell'Alde

Beppe Grillo molla l’Ukip di Farage per l’Alde, ma i francesi fermano il “matrimonio”

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Più che altro dentro al Movimento 5 stelle regna lo stupore. La decisione di Beppe Grillo, che vuole spostare la collocazione del suo movimento dal gruppo Europe of Freedom and Direct Democracy, (Efdd), del quale fa parte l’Ukip di Nigel Farage, all’ Alliance of Liberals and Democrats of Europe, (Alde) ha lasciato di stucco gli europarlamentari “grillini”, sta causando non poche proteste.

L’Alde, infatti, è un gruppo di centro, decisamente europeista, che punta sul rafforzamento della pace globale attraverso un crescente ruolo di stabilizzazione del nostro Continente. Tra i fondatori del gruppo c’era stato Francesco Rutelli, che, ai tempi in cui la Margherita aveva accettato di confluire dentro al Pd, si era rifiutato di far aderire i suoi eletti – cattolici – dentro al Partito socialista europeo, dove sedevano gli ex diessini.

Nel gruppo erano stati anche gli eletti con l’Italia dei valori e i Radicali. L’operazione, messa ai voti nella piattaforma solitamente utilizzata dagli aderenti al M5s e che fu ideata da Gianroberto Casaleggio, avrà forse effetti inattesi: l’Alde è guidato dall’ex premier belga Guy Verhofstad, che fu molto critico durante la crisi Ucraina nei confronti della presidenza russa di Vladimir Putin e che, per questa ragione, era stato inserito tra le 89 personalità europee non gradite in Russia. Fino a qualche settimana fa, però, si diceva che il comico genovese e la sua piattaforma online si fossero prestati a fare “disinformazione” in favore proprio del presidente russo.

La scelta del fondatore, che ha “spedito” Davide Casaleggio a Bruxelles per discuterla con gli eletti, ha causato le critiche di Riccardo Nuti, deputato M5s ed ex capogruppo: “Se per contare qualcosa bisogna perdere la propria anima, la propria coerenza, la propria faccia forse meglio da soli ma con dignità. Non so chi consigli queste cose a Beppe (i democristiani nel M5s sono tanti) ma forse meglio non andare con Alde evitando così’ di assomigliare agli altri”, ha scritto su Facebook. Per lui la questione è quella di “avere qualche poltrona in più”, quindi “sbagliata”.

 

Danilo Toninelli, Foto Instagram

Al contrario Danilo Toninelli, deputato “fedele alla linea”, che molti considerato “custode dell’ortodossia”, aveva difeso la scelta: “Ai detrattori dico che in Alde avremo la nostra autonomia e, comunque,votiamo per entrarvi. Gli elettori Pd hanno forse votato per entrare nel Pse?”, si è chiesto.

L’eco delle polemiche interne al Movimento  è arrivato fino a Bruxelles, dove la trattativa tra emissari del comico genovese e quelli degli euroentusiasti erano cominciate il 4 gennaio. Nonostante un pre-accordo, infatti,  l’Alde avrebbe dovuto esprimersi sul “matrimonio”. Moltissimi iscritti al gruppo – che già nel 2014 aveva detto “no” all’ingresso dei grillini – hanno protestato, specie molti parlamentari nordici, contrari all’ingresso di un partito “populista” e “anti europeo”. Dubbiosi gli svedesi e gli olandesi, ma la più esplicita nel dissenso è stata la francese Sylvie Goulard, politica e saggista francese, eurodeputata per il Movimento Democratico dal 2009.

Sul suo blog lei, che poi per prima ha annunciato il mancato accordo, ci era andata piuttosto pesante: “Meglio 12 stelle che 5. Troppa la distanza sui contenuti e sulla visione dell’Unione europea, troppa l’ambiguità sull’euro e sul futuro dell’unione monetaria, troppo pericoloso alimentare la possibilità di organizzare un referendum consultivo in Italia sulla moneta unica”. 

 

di Redazione

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