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"Minniti sui Cie? Ha ragione, noi di Fi pronti a sostenerlo". Intervista a Laura Ravetto

“Minniti sui Cie? Ha ragione, noi di Fi pronti a sostenerlo”. Intervista a Laura Ravetto

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Il nuovo ministro dell’Interno, Marco Minniti, esponente del Pd, propone di affrontare “l’emergenza” riaprendo i Cie, “almeno uno per Regione”. “E’ una cosa sacrosanta, mi auguro ci riesca, anche se vedo  nel suo partito permanere quella visione ideologica che ci ha portato ai problemi di oggi…». Laura Ravetto, deputata forzista, presidente del Comitato Schengen, va in controtendenza: poco importa se il ministro è del Pd e lei all’opposizione: “Se una cosa è giusta, resta tale chiunque la proponga. Sono disposta a chiedere al mio partito di votare quel provvedimento, se il numero uno del Viminale andrà fino in fondo”, spiega.

Onorevole Ravetto, il ministro Minniti ha proposto di riaprire alcuni Cie chiusi da tempo per affrontare l’ “emergenza-rifugiati”. Che ne pensa?

«È l’unica soluzione immediatamente possibile per risolvere il problema gigantesco degli irregolari che girano indisturbati sul nostro territorio nazionale, una cosa sacrosanta».

Quanti sono gli irregolari nel nostro Paese?

«Questo ce lo dirà il ministro, dal momento che subito dopo il giuramento l’ho chiamato e gli ho chiesto di venire al Comitato Schengen che presiedo e relazionare sulle politiche migratorie; ci ha garantito la sua presenza. Sicuro sono troppi e la situazione rischia di andare fuori controllo: non ci sono solo i richiedenti asilo, ma pure gli irregolari che hanno già avuto il foglio di via e altri immigrati che si sono rifiutati di farsi riconoscere: girano indisturbati».

Se il ministro dovesse presentare un provvedimento per riaprire i Cie cosa direbbe lei? E il suo partito, Forza Italia?

«Se il titolare del Viminale dovesse prendere un provvedimento in tal senso, io sono pronta a chiedere al mio gruppo, quello di Forza Italia, di votarlo».

Molti governatori ed esponenti del Pd sono contrari alla riapertura dei Centri per l’espulsione. Resisterà il ministro alle pressioni del suo partito?  

«Vedo tante dichiarazioni contrarie  e mi sembra ci siano moltissime resistenze. C’è ancora nel Pd una corrente che ha un approccio ideologico sul tema. Temo ci saranno resistenze anche tra i dirigenti del ministero dell’Interno; Minniti non avrà vita facile. Sarebbe un peccato: questa è anche una norma “manifesto”, un segnale che si manda all’estero».

I soli Cie non risolveranno il problema dell’immigrazione clandestina, però. Non crede?

«Certo. Il problema non si risolve coi centri per l’accoglienza, ma fermando gli sbarchi. E infatti bisogna interrompere le missioni con le quali andiamo a prendere le persone in mare e le conduciamo in Italia, compreso quelle intercettate a pochi km delle coste libiche… Soprattutto è importante che il governo riprenda la strada degli accordi bilaterali, che consentano un rimpatrio serio e sicuro di coloro che vengono da noi senza titoli per chiedere asilo».

di C.R.

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