La scimmia della notizia

Franceschini, che belle foto: ecco il suo “self portrait” (in Ucraina)

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Qualcuno se lo immaginava premier, probabilmente lui stesso ci aveva sperato per qualche ora, ma Dario Franceschini è rimasto esattamente dove lo aveva messo Matteo Renzi, cioè a capo del ministero dei Beni Culturali. L’ex vicesegretario del Pd, avvocato originario di Ferrara, ex democristiano, non hai smesso di lavorare nemmeno durante i giorni della crisi, di andare all’estero o in Italia, visitare monumenti. Da quel dì, il deputato dem, che molti considerano “azionista” di maggioranza dei gruppi parlamentari del Pd, pubblica di tanto in tanto delle foto su Instagram, il social network delle foto, sopra un profilo che porta il suo nome.

Una foto scattata dal ministro Franceschini a Mantova (Da Instagram)

Franceschini, che aveva pure scritto un libro che ai tempi era stato accolto molto bene dalla critica, si è dimostrato capace di scattare delle belle foto. Dopo Pompei, qualche dettaglio e financo alcune foto private della famiglia, il ministro ha ceduto alla vanità di un “self portrait”, un autoritratto.

Eccolo, dunque, mentre si fotografa allo specchio, in Ucraina, dentro Santa Sofia.

Il “self portrait” di Dario Franceschini su Instagram

 

Il giorno prima era stato a Pompei, per la cerimonia per la riapertura della Casa dei Vetii, tornata fruibile dopo 12 anni.

 

Una bambina e la collezione di cd del ministro (da Instagram)

Il ministro della Cultura, che avrebbe un ottimo rapporto col capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha rivendicato come “in tre anni” il “Grande Progetto Pompei” abbia migliorato il sito archeologico più importante d’Italia, che sarà “ulteriormente migliorato con progetti che saranno conclusi a breve come l’illuminazione perimetrale, la copertura wifi e la videosorveglianza”. 

 

Dario Franceschini a Pompei, da Instagram

Giusto ieri, Franceschini ha fatto approvare un provvedimento al consiglio dei ministri, l’ultimo prima di Natale. “Abbiamo dato il via libera ad un disegno di legge che delega il governo alla riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale”, una normativa che “introduce nuovi reati e inasprisce le pene per i danni all’arte”.

 

Di C.R.

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