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La festa per gli ottanta anni in solitudine del Papa più social di sempre

La festa per gli ottanta anni in solitudine del Papa più social di sempre

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Non li dimostra, glielo riconoscono tutti, eppure Papa Francesco sta per compiere ottanta anni. Sabato festeggerà l’importante traguardo – come suo stile – in maniera riservata, senza fasti. Niente party o mondanità, ma una messa con i cardinali (già) presenti a Roma, dentro al Palazzo Apostolico. Arriveranno sicuro torte, regali e auguri da tutto il mondo, ma il Pontefice non intende solennizzare l’anniversario che, pure, è importante: per i cardinali “normali”, infatti,  segna il passaggio alla condizione di non elettori. Per Francesco, che ha appena concluso il Giubileo Straordinario, l’età non sembra essere per il momento un fattore limitante. “Lei tra poco compirà 80 anni!”, gli hanno buttato lì nel corso di una intervista a Tv2000, l’emittente della Cei, e lui ci ha scherzato sopra: “Chi, io?”.

 

In realtà i “festeggiamenti” sono già cominciati ieri: il Papa ha  soffiato sulle candeline degli 80 anni nel corso dell’Udienza Generale mercoledì. La sorpresa l’aveva apparecchiata una fedele presente in Aula Paolo VI; gli ha messo sotto al naso una torta che aveva preparato con tanto di candeline a forma di “8” e di “0”. Jorge Mario Bergoglio l’ha vista, si è fermato un attimo e ha spento le due candeline. Dopo questo gesto, dopo la funzione, gli speaker gli hanno formulato gli auguri nelle diverse lingue, ma il Papa non li ha assecondati, seppur mantenendo la questione sul filo dell’ironia: “Grazie a tutti per gli auguri per il mio compleanno, grazie, ma dirò una cosa che vi farà ridere: nella mia terra fare gli auguri in anticipo porta sfortuna e chi fa gli auguri in anticipo è uno iettatore”. La sobrietà imposta per il suo compleanno è la stessa che, negli anni del pontificato, è diventata la sua “cifra stilistica”.

Il Papa ha rinunciato  alle auto papali per servirsi di utilitarie e alle scarpe rosse da Papa per usare invece dei modesti scarponcini neri, sempre gli stessi. Jorge Mario si è abituato presto ad arrangiarsi, ad accontentarsi: a 13 anni, quando frequentava un istituto industriale specializzato in chimica, ha cominciato subito a lavorare, prima facendo le pulizie in una fabbrica di calzini, poi, dopo due anni, in un laboratorio di analisi.

Quegli anni di corse e fatiche sono ricostruiti nel libro del vaticanista Andrea Tornielli, coautore col Pontefice del volume autobiografico “Il nome di Dio e’ misericordia”: “Ringrazio tanto mio padre perchè mi ha mandato a lavorare. Il lavoro è stata una delle cose che meglio mi hanno fatto nella mia vita e, in particolare, nel laboratorio ho imparato il bene e il male di ogni attività umana…”, ha scritto il Pontefice. Ma il Papa ha anche cucinato per i suoi studenti nel Collegio Massimo, quando era appena diventato sacerdote e moltissimi altri lavori. Ecco perché prima di diventare Pontefice, da cardinale, girava la sua città con la metropolitana, in mezzo alla “gente comune”, e da questi era molto amato. Auguri per gli ottanta anni di Francesco stanno già arrivando sui social network, dove il neo ottantenne ha voluto essere presente, strappando anche da quel punto di vista col protocollo.

di Claudio Russo

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