La scimmia della notizia

La scissione e le inchieste "schiacciano" il Pd al 25%. Ecco i sondaggi shock

Guerini a Bloomberg “minaccia” le elezioni a giugno: “Se vince il No, subito al voto”

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Più che una promessa a molti è sembrata una minaccia. A renderla tale più il media scelto per la comunicazione, che l’intenzione in sè: “Se vince il No il Partito Democratico chiederà di andare a elezioni anticipate, probabilmente entro l’estate del 2017”. Lo ha dichiarato il vicesegretario del partito di maggioranza relative, Lorenzo Guerini, in un’intervista a Bloomberg. Per la prima volta il Pd mette in chiaro quali sono le sue intenzioni in caso di sconfitta: si va dritti al voto. Di certo non è un caso la scelta di Guerini di dichiararlo a Bloomberg, giornale di riferimento per analisti e trader, di un settore, quello della finanza, che necessita di stabilità.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Pd nel caso uscisse sconfitto dalla consultazione referendaria sulla riforma costituzionale che si terrà il 4 dicembre, cercherà di modificare la legge elettorale – che al momento regola l’elezione solo per la Camera dei deputati e non per il Senato – e spingerà per andare al voto. Chi potrebbe traghettare il Paese al voto, però? Il numero due del Pd, sul tema, non ha risposto. “Se c’è la volontà politica possiamo lavorare per arrivare a una nuova legge elettorale in tempi brevi e andare a elezioni con una nuova legge elettorale presto, entro l’estate del 2017”, ha sottolineato. “Se non ci saranno le condizioni politiche e la riforma elettorale sarà usata come una scusa per un governo di sopravvivenza, noi non siamo interessati”, mette in chiaro, quasi a voler lanciare un messaggio a Silvio Berlusconi, che già parla di “larghe intese dopo il referendum”, dando per scontata la vittoria del No.

Scrive Bloomberg che la vittoria del No potrebbe spingere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiedere a Renzi di rimanere oppure a cercare un nuovo premier per modificare la legge elettorale. Nel caso in cui dovesse vincere il Sì, invece, “la stabilità politica sarà più forte perché avremo un sistema costituzionale più chiaro ed efficiente. La vittoria del Sì significa che il governo continuerà fino alla fine di questa legislature”.

Dopo la diffusione dell’intervista, di fronte alle reazioni di molti esponenti del suo partitoe dell’opposizione, Guerini ha però smorzato la portata delle sue affermazioni: “Ho visto pubblicate mie dichiarazioni che sono state forzate. Ho semplicemente detto che in caso di vittoria del No ci sarebbe più instabilità. E’ del tutto evidente che l’indizione delle elezioni è prerogativa del Presidente della Repubblica e non di una dichiarazione”, ha scritto in una nota.

 

Di Claudio Russo

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