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Grossa coalizione per sostenere Renzi? Giammai! Intervista a Giorgia Meloni

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Grossa coalizione insieme a Forza Italia e al Pd di Matteo Renzi, tutti insieme per battere Beppe Grillo? «Non mi interessa». La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, boccia l’ipotesi avanzata da Angelino Alfano di un rassemblement delle “forze democratiche” e “moderate” per sconfiggere il “populismo”. Il piano dovrebbe scattare dopo il referendum del 4 dicembre. Abbiamo incrociato l’ex ministro a margine di una iniziativa per il “No” al referendum, a Roma.

Il ministro dell’Interno fa intendere che ci sarà il voto anticipato. Matteo Renzi si dimetterà in caso di sconfitta al referendum?

«Lo do assolutamente per scontato. Il giorno dopo si dovrà dimettere».

Il Cavaliere sembra avere idee diverse.

«Non mi risulta. Nel corso dell’ultimo incontro, al quale c’era anche Matteo Salvini, il presidente di Forza Italia ha sostenuto una linea diversa e io resto a quanto ho sentito, non inseguo i pettegolezzi».

Angelino Alfano ha teorizzato questa prospettiva; Fi e Ap insieme per sconfiggere il M5s. 

«Il ministro dell’Interno governa con la sinistra da anni, è corresponsabile del disastro che è sotto gli occhi di tutti. Raccoglierà pure lui, il 5 dicembre, i frutti del pessimo lavoro fatto, di questa politica fatta di mance e regali fatti coi soldi in deficit e favori alle lobby, del nulla a reti unificate».

A Fdi non interessa una grossa coalizione, in caso di dimissioni del premier in carica?

«Proprio per niente. Per due ragioni almeni. La prima è che gli italiani non credono nelle ammucchiate, negli inciuci. La seconda è che, come dimostrano le ultime Amministrative, gli elettori non sono affatto  spaventati dalle proposte del M5s, anche se ormai è chiaro a tutti che loro non sono in grado di governare niente, nemmeno un condominio».

Sta dicendo che, secondo lei, il rassemblement del centrodestra con il Pd potrebbe risultare perdente?

«Dico non da oggi che i grillini devono essere sconfitti con proposte credibili, smascherando il loro bluff, non provando a demonizzarli. Il M5s è un partito come gli altri, va battutto esattamente come si fa con gli altri e noi lo batteremo».

Difficile  che il suo partito da solo o Fdi e la Lega insieme possano vincere le elezioni contro tutti, non crede?

«Il centrodestra si deve organizzare, non c’è dubbio. Ma proprio perchè si chiama così può contenere soltanto chi oggi è alternativo al governo della sinistra, che è arrivato addirittura a truccare i conti sulla ricostruzione del terremoto».

Sul terremoto addirittura voi di Fdi avete dato la disponibilità a “dare una mano”.

«Ho offerto la nostra disponibilità a votare una qualunque cosa che vada a  destinare prioritariamente le risorse agli sfollati; i veri profughi che abbiamo in casa. Basta buttare risorse per quelli falsi che arrivano via mare».

Da lì alle riforme dopo le Politiche…

«Sono due cose diversissime. Le riforme servono, o abbiamo sempre detto,  ma di certo non queste, scritte  malissimo».

A proposito di voto, qualcuno teorizza che si possa intervenire last minute sull’Italicum e riproporre un proporzionale, che avrebbe come conseguenza lo scardinamento delle coalizioni. Ha paura del proporzionale?

«E perchè mai? La legge elettorale è soltanto uno strumento attraverso il quale si sviluppa la rappresentanza, è un mezzo, non un fine. Fdi non teme nessuna legge elettorale perchè ha proposte credibili, serie, una classe dirigente capace di farle conoscere e tradurle in pratica».

 

Di Claudio Russo

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