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Dove dorme il Papa? Ecco le segrete stanze (finalmente museo)

Dove dorme il Papa? Ecco le segrete stanze (finalmente museo)

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Dove dorme il Papa, come è il suo letto? Quella che fino ad oggi è stata una delle “segrete stanze” più segrete del mondo, non lo è più. Dopo aver rinunciato a risiedere nell’appartamento del Palazzo Apostolico in Vaticano, Papa Bergoglio rinuncia anche a quello di Castel Gandolfo e lo offre al pubblico: la storica residenza estiva dei Papi, diventa interamente un museo. Papa Francesco non ha mai soggiornato privatissimo rifugio dei Pontefici e aveva già aperto al pubblico i giardini di Villa Barberini – da due anni – e la Galleria dei Ritratti – da un anno -. Ha voluto distinguersi dai suoi predecessori anche in quello, rinunciando alle “vacanze”. Della sua assenza nella storica residenza con vista sul lago di Albano si è molto discusso, eppure “rientra nella storia di questo palazzo”, ha spiegato Sandro Barbagallo, curatore del reparto Collezioni storiche dei Musei Vaticani. Nel corso della preapertura dell’appartamento lo studioso ha spiegato che la scelta non è una assoluta novità: “Ben 33 Pontefici sono legati a questa residenza e solo 15 di loro hanno risieduto qui”. Il Palazzo, per il momento inutilizzato, è stato totalmente aperto al pubblico. Non ci sono solo i lunghi corridoi, ma è visibile anche la camera da letto del Papa, per dire. “Chi varcherà il portone del palazzo apostolico di Castel Gandolfo   incontrerà la pura bellezza. Arrivato al grande terrazzo vedrà sotto di lui l’occhio azzurro del lago e i monti ricoperti di intatti boschi che lo circondano

Attraversando le stanze dell’appartamento apostolico ascolterà il brusio della storia e penso all’emozione e allo stupore, ma anche alla gratitudine che ciascuno dei visitatori proverà per questo imprevisto regalo del Papa”, ha aggiunto. La residenza è uno tesori dell’arte italiana: “Il significato di questo luogo sta proprio nell’armonioso rispecchiamento tra l’arte monumentale, la bellezza artistica, e la bellezza della natura, quei boschi intatti”, ha aggiunto Barbagallo. Tutti i giorni, secondo gli orari di apertura e di chiusura al pubblico del palazzo apostolico, sarà possibile visitare il Salone degli Svizzeri, la Sala del Trono e quella del Concistoro, fino ad arrivare a spazi più strettamente riservati all’uso esclusivo del Pontefice come la biblioteca, lo studio privato e gli uffici del segretario particolare e del segretario aggiunto, dove trovava posto anche il cameriere particolare del Papa. Tra queste alcune stanze hanno inciso più di altre sulla storia dell’umanità: la camera da letto del Pontefice, celebre per essere stata riservata nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, a delle partorienti nascoste lì da Papa Pacelli e la cappella privata, dove, per la prima volta, due pontefici, Benedetto XVI e il neo eletto Papa Francesco, hanno pregato insieme, entrambi con l’abito bianco. A proposito del predecessore di Papa Francesco, per lui la scelta del Pontefice in carica deve essere stata un po’ sofferta.  La villa è stata molto amata da Benedetto XVI, che vi trascorreva le ferie e per diversi mesi dopo le dimissioni decise di abitarvi. I  segni del suo passaggio sono ancora visibili, una matita sulla scrivania – predilige prendere appunti in matita – e due bandierine bavaresi nello studio del segretario particolare. Da amante della natura, Benedetto fece cambiare la direzione del letto: mentre, prima di lui, Giovanni Paolo II riposava con la testa in direzione della cappella attigua alla stanza, Ratzinger volle spostarsi dall’altro lato della stanza, in modo che la finestra che dà sul lago e sui boschi fosse immediatamente visibile.

di Claudio Russo

 

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