La scimmia della notizia

Il "tesoro" in nero di Fabrizio Corona non perdona: di nuovo in carcere

Il “tesoro” in nero di Fabrizio Corona non perdona: di nuovo in carcere

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Lele Mora disse che a rovinarlo era stato il “demone dei soldi”, che a far impazzire Fabrizio Corona è stato il dio denaro. Un anno esatto fa in un cinema della città della quale pensava di essere il “re”, Milano, circondato da “vip” e marchi da sponsorizzare, l’ex paparazzo aveva cercato di presentare la sua “Metamorfosi”, che poi era il titolo del film-documentario sulla sua vita. “Sono cambiato, il diavolo che ho dentro non si è fatto più risentire”, sosteneva prima davanti al “suo” pubblico e poi davanti ai magistrati del tribunale ambrosiano che lo hanno sempre tenuto sotto controllo. L’ex agente fotografico che ai tempi di Vallettopoli lanciava mutande alle ammiratrici dalla finestra, malgrado il suo continuo descriversi come “un uomo nuovo”, è tornato in carcere. A rovinarlo ancora una volta sono state le banconote. Per la Dda di Milano, che ha chiesto e ottenuto l’arresto per “intestazione fittizia di beni”, le banconote per 1,7 milioni sequestrate a una sua collaboratrice erano sue, proventi di serate in discoteche e sponsorizzazioni fatte tutte in nero. Corona non è dunque cambiato affatto, nemmeno dopo il suo percorso di affidamento in prova ai servizi sociali, ottenuto nel giugno 2015 quando era uscito da San Vittore dopo quasi 2 anni e mezzo di carcere. Per il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e per il pm Paolo Storari, anzi, l’ex marito di Nina Moric è un “delinquente professionale”, ossia, come prevede la legge, una persona che vive “abitualmente” con i “proventi del reato”.

Fabrizio Corona su Instagram: ecco l'ultimo post prima dell'arresto
Fabrizio Corona su Instagram: ecco l’ultimo post prima dell’arresto

La sua vita spericolata è passata per una serie di condanne per accuse pesanti, dalla bancarotta alla corruzione di una guardia carceraria fino all’estorsione nella vicenda dei cosiddetti “foto ricatti” ai vip, ma anche per relazioni con donne bellissime come Belen Rodriguez – sembrava finita nel gennaio 2013 quando, dopo essere fuggito in Portogallo a bordo di una automobile intestata a Francesca Persi, storica collaboratrice, arrestata anche lei, si era consegnato agli investigatori ed era stato estradato in Italia. Una volta uscito da San Vittore e ottenuto l’affidamento in prova in comunità da Don Antonio Mazzi, tornato un anno da fa nella sua casa vicino a corso Como, “regno” della movida milanese, aveva atto “mea culpa” per il “dolore che ho provocato alle persone che mi vogliono bene” e  ripeteva che in carcere non ci sarebbe più tornato. Invece niente. Anzi, nei mesi scorsi l’ex fotografo – che ha pure perso i denti e mostrato alla stampa la sue dentiera – deve avere fatto un mare di soldi con le ospitate, a giudicare dall’entità del sequestro. La sua pagina Facebook si è trasformata in una vetrina promozionale dopo il suo arresto campeggiava un post: “Buonasera dallo staff di Fabrizio Corona. Al momento vogliamo comunicare a tutti i clienti che tutti i contratti in essere saranno rispettati”. Le sponsorizzazioni sul web pagano bene, evidentemente. Prima dell’estate Corona  aveva già subito un’ammonizione dal giudice della Sorveglianza Giovanna Di Rosa per una vacanza a Capri non autorizzata dalle toghe con tanto di foto sexy con una nuova fiamma su uno yacht. Qualche settimana fa era arrivata per lui la buona notizia del calcolo del residuo pene a 5 anni e 1 mese che gli permetteva di continuare nell’affidamento, ma i soldi in nero hanno riportato le lancette indietro. L’ultima apparizione sui social prima delle sbarre è stata su Instagram: “L’imperativo è vincere” la scritta che faceva da didascalia ad un suo selfie.

di Claudio Russo

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