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“Sterili” o no, le polemiche sul Fertility day piegano Lorenzin: cambiano i manifesti

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Beatrice Lorenzin si arrende: modificherà la campagna per il “Fertility day” che ha sollevato critiche accesissime in Rete e tra gli osservatori. “’La campagna del Ministero della Salute per il Fertility Day resta nella sua impostazione, ma stiamo rivedendo le due cartoline che hanno fatto più scalpore, quella della clessidra e quella che dice “datti una mossa”. La direzione per la comunicazione sta valutando come ricalibrare la comunicazione”, ha annunciato il ministro della Salute, eletta con Pdl, dirigente di Ncd, oggi al governo con Matteo Renzi. “Abbiamo 22 giorni per migliorare la qualità della campagna”, ha aggiunto. Lo scopo del messaggio doveva essere quello di sollecitare le italiane e gli italiani a fare figli presto, ma il tono ansiogeno della comunicazione e la partenza della campagna in un periodo di crisi economica che rende precarie le vite delle persone, ha creato moltissime reazioni stizzite. Qualcun altro, invece, ha provato a buttarla sul comico, producendo vignette col Photoshop.

Un manifesto ritoccato
Un manifesto ritoccato

Lorenzin ha smentito che l’operazione di comunicazione sia costata – come accusava il senatore Pd Stefano Esposito – duecentomila euro, ma ridipensionato a “25 mila euro”. Non solo, ma la ministra ha chiesto ad Oliviero Toscani, pubblicitario di fama internazionale, che aveva criticato i toni della campagna, di “dare una mano”. “Nessuno qui è innamorato di un messaggio di comunicazione, il messaggio deve arrivare corretto. Se ci sono delle immagini che sono state vissute come un’offesa penso che nessuno in questo ministero abbia questo desiderio, ho già dato mandato di poterle rimodulare”, ha spiegato lei a Sky TG24 HD. “

Il manifesto originale: sarà modificato dal ministero
Il manifesto originale: sarà modificato dal ministero

 

Non metterei insieme i problemi sociali con i problemi sanitari, altrimenti noi non dovremmo occuparci praticamente di nulla. Un tema è la denatalità legata a motivi socio-culturali, e quindi la necessità di un sostegno alla famiglia, il bonus bebè, un sostegno al lavoro. Sono la prima che dice queste cose da anni. Rinunciamo a fare politiche per la salute perchè bisogna fare gli asili? Bisogna fare gli asili e le politiche per la salute. Tra l’altro puoi fare gli asili, ma se poi si e’ sterili e non si riesce ad avere figli non abbiamo i bambini da metterci dentro. Questo non e’ un invito alla gravidanza, e’ un invito alla consapevolezza sulla propria fertilita’. Dall’altra parte l’Italia si deve assumere il peso del fatto che e’ un Paese dove non nascono piu’ bambini, e ci vogliono delle politiche su questo che non sono state fatte in decenni, altrimenti non saremmo in queste condizioni”, ha spiegato nel suo ragionamento. Moltissimi esponenti del Pd e della sinistra la avevano criticata. Lorenzin, però, è stata difesa da Ncd: “Sono polemiche sterili”, ha scritto il partito di Angelino Alfano. Che chiaramente non ha fatto un uso troppo accorto del vocabolario di italiano.

di Claudio Russo, Foto Facebook

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