La scimmia della notizia

Dalla poltrona in Parlamento alle patrie galere: con Caridi (chiuso a Rebibbia) siamo a nove

by

Uno dietro l’altro, sono già ben nove i parlamentari arrestati mentre erano in carica, che sono passati direttamente dalle poltrone in pelle dei loro scranni ai letti a castello delle patrie galere. Poco fa Antonio Stefano Caridi, senatore di Gal, accusato di essere al vertice di una cupola segreta della ‘Ndrangheta, si è costituito al Carcere di Rebibbia, alla periferia di Roma, dove resterà per un po’. L’ultimo parlamentare arrestato mentre era in carica in ordine di tempo è stato il deputato Pd Francantonio Genovese, sul quale l’Aula di Montecitorio si era  espressa il 15 maggio del 2014 con 371 sì, 39 contratri e 13 astenuti. Genovese, che successivamente si è avvicinato a Forza Italia, era imputato per associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa. Prima di lui, lo stesso anno e sempre alla Camera, è stato dato l’ok alla custodia cautelare in carcere per Giancarlo Galan. Forzista delle prima ora, ex ministro del governo di Silvio Berlusconi e governatore della Regione Veneto, era stato mandato in carcere dai colleghi con 395 voti favorevoli, 138 contrari e 2 astenuti. Galan era accusato di corruzione per lo scandalo Mose. Prima di loro, nel 2012, era toccato a Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, uscire dalla porta del Parlamento ed entrare in quelle di una casa circondariale, visto che fu accusato di essersi appropriato di 23 milioni di euro dalle casse della Margherita. Un anno prima è stata la volta di Alfonso Papa, deputato del Pdl, su cui l’aula di Montecitorio si è espressa a favore delle manette dopo 27 anni di dinieghi. Le “porte girevoli” tra il Parlamento e la galera sono cosa recente. Prima dell’ex magistrato coinvolto nel processo P4, era toccato al missino Massimo Abbatangelo, nel 1984, nel bel mezzo della Prima Repubblica. Prima ancora ci fu il caso del Radicale Toni Negri, condannato per terrorismo. Il primo sì all’arresto di un deputato in carico è stato pronunciato addirittura nel Dopoguerra, nel 1955, nei confronti di Francesco Moranino, deputato del Pci, accusato di aver ordinato nel 1944, come comandante partigiano, la fucilazione di cinque altri partigiani ritenuti spie e delle mogli di due di loro. Moranino fuggì in Cecoslovacchia, fu poi condannato all’ergastolo, ma la pena venne successivamente commutata in dieci anni di reclusione. Nel 1965 ottenne infine la grazia dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Il secondo deputato per il quale Montecitorio autorizzò l’arresto è stato Sandro Saccucci del Msi, accusato dell’omicidio a Sezze Romano di Luigi Di Rosa, di cospirazione politica e istigazione all’insurrezione armata per il cosiddetto “golpe Borghese”. Il sì arrivò il 27 luglio 1976, Saccucci fuggì in Sudamerica. Sette anni dopo, il 21 settembre 1983, la Camera votò invece l’autorizzazione all’arresto di Toni Negri chiesta dalla magistratura per reati connessi al terrorismo. Negri, che era stato eletto due mesi prima con i Radicali mentre era in carcere , era però intanto fuggito a Parigi, rientrò poi in Italia nel 1997 e finì di scontare la sua pena. L’ultimo caso di richiesta d’arresto concessa dalla Camera risale al 18 gennaio 1984, quando i deputati dissero sì all’arresto di un altro missino, appunto Massimo Abbatangelo, per violazione delle disposizioni sulle armi, in seguito a un attentato del ’70 contro la sezione del Pci di Fuorigrotta, a Napoli. Durante tutto il periodo di Tangentopoli Montecitorio respinte 28 richieste di arresto. L’arresto del senatore Antonio Caridi ha anche causato un duro scambio di accuse – con gaffe – tra i Cinquestelle e il Pd.

zanda

La senatrice Enza Blundo, dei Cinque Stelle, ha scritto su Twitter: “Abbiamo votato per consegnare il senatore Caridi alla magistratura. In attesa di consegnare tutti gli altri corrotti, a partire da Luigi Zanda”, che poi è il capogruppo a Palazzo Madama del Pd.  Ettore Rosato, capogruppo del Pd in Parlamento, è intervenuto in difesa dell’omologo: “Una vergogna. Zanda una persona onesta che ha sempre rispettato avversari. Lei è un’ignorante, pro tempore senatrice”. L’eletta con il M5s ha cancellato il post.

 

Di Claudio Russo, Foto Instagram

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from Politica

Go to Top